Addio a Nichi Grauso, pioniere dell’informazione e innovatore della Sardegna

Dalla nascita di Radiolina e Videolina all’Unione Sarda online: il visionario editore cagliaritano si è spento a 76 anni dopo una lunga malattia

Diego Casu

È morto a 76 anni Nicola “Nichi” Grauso, imprenditore, giornalista, politico e pioniere assoluto dell’informazione in Sardegna. Figura centrale del panorama editoriale e digitale italiano tra gli anni Settanta e Novanta, Grauso ha segnato una svolta storica nei media regionali, anticipando trasformazioni che avrebbero cambiato il volto del giornalismo.

Cagliaritano, classe 1948, è stato per molti anni proprietario de L’Unione Sarda, fino al 1999, quando la testata passò all’attuale editore Sergio Zuncheddu. Ma il suo nome resta indissolubilmente legato all’era delle grandi innovazioni: nel 1975 fondò Radiolina FM 98 MHz, prima radio privata della Sardegna e tra le prime in Italia. Solo pochi mesi dopo, nel 1976, diede il via anche a Videolina, la prima televisione privata via etere dell’Isola, rivoluzionando l’informazione regionale.

Il primo quotidiano online d’Europa

Il 17 maggio 1985 entrò ufficialmente nel mondo della carta stampata rilevando L’Unione Sarda, allora quotidiano centenario. Nel 1994, con uno sguardo rivolto a un futuro che ancora pochi riuscivano a intuire, fondò Unionesarda.it: primo sito web di un quotidiano in Europa, secondo solo al Washington Post a livello mondiale. Un traguardo che testimonia la sua straordinaria capacità di anticipare i tempi, intercettando le potenzialità di internet in anni in cui il web era ancora sconosciuto ai più.

Innovazione, politica e passione civile

Negli anni Novanta fondò anche il primo provider globale italiano, Video On Line, portando l’Isola al centro dell’universo digitale nazionale. Alla sua attività imprenditoriale affiancò un breve ma intenso percorso politico: si candidò come sindaco di Cagliari nel 1998, e fu eletto consigliere regionale con il suo “Nuovo Movimento”, progetto politico autonomista.

La malattia e l’ultima sfida

Nel febbraio del 2024 gli venne diagnosticato un carcinoma a piccole cellule, inoperabile, tra le forme più aggressive. Lo affrontò con lucidità e determinazione, come raccontava lui stesso nella sua ultima intervista a L’Unione Sarda. «Non so più cos’è la depressione – diceva – lavoro con una potenza che non conoscevo. Dialogo con mio nipote con soddisfazione, abbiamo tanti progetti».

Pur essendo stato uno dei padri fondatori del web in Italia, non nascondeva una certa delusione per l’evoluzione della rete: «Pensavo che avrebbe avuto un effetto salvifico, liberatorio, ma non immaginavo questa deriva. Compriamo un posacenere su Amazon invece di uscire in strada, e sbagliamo».

Ma non ha mai smesso di credere nel valore della comunità e nella difesa della Sardegna, convinto che “la nostra terra va difesa senza fanatismi, con rigore e serietà”.

L’eredità

Nichi Grauso lascia un’eredità profonda fatta di idee, innovazioni, esperimenti editoriali e una visione sempre lucida sul futuro. Il suo nome resta inciso nella storia del giornalismo sardo e italiano, come un uomo che ha sempre scelto di anticipare, rischiare e costruire, lasciando un segno indelebile nel modo di raccontare il mondo.

Redazione

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