Badante condannata per la morte di Silvana Gandola ad Aglientu

La sentenza di primo grado del Tribunale di Tempio ha riconosciuto la responsabilità di Elda Verbale per abbandono di persona incapace e malata nel caso della pensionata piemontese scomparsa nel 2021

tribunale

Il Tribunale di Tempio ha emesso la sentenza di primo grado sul caso della morte di Silvana Gandola, la pensionata di 81 anni originaria del Piemonte scomparsa il 28 marzo 2021 durante un’escursione nella zona di Aglientu, in Sardegna. La giudice Federica Distefano ha condannato la badante Elda Verbale a due anni e quattro mesi di reclusione per il reato di abbandono di persona incapace e malata.

La vicenda giudiziaria riguarda la scomparsa dell’anziana donna, i cui resti furono individuati quasi un anno dopo, il 30 gennaio 2022, da alcuni cacciatori impegnati in un’area di campagna caratterizzata dalla presenza di una fitta vegetazione mediterranea.

Secondo la ricostruzione sostenuta dalla pubblica accusa, rappresentata dalla pm Milena Aucone, la donna sarebbe rimasta senza un’adeguata assistenza durante l’escursione e, dopo essersi allontanata nella macchia mediterranea di Aglientu, non sarebbe più riuscita a individuare il percorso per fare ritorno al punto in cui era stata lasciata l’automobile della badante.

La Procura aveva richiesto una condanna a un anno di carcere, sostenendo che la pensionata, considerata la sua condizione, avrebbe avuto bisogno di una maggiore sorveglianza. La decisione del giudice ha stabilito invece una pena superiore rispetto alla richiesta iniziale dell’accusa.

Al centro del procedimento c’è la responsabilità della badante nella gestione dell’assistenza alla pensionata durante la giornata della scomparsa. La difesa di Elda Verbale ha sempre respinto l’ipotesi accusatoria, sostenendo che la donna non avrebbe mai lasciato sola Silvana Gandola e contestando quindi la ricostruzione secondo cui l’anziana sarebbe stata abbandonata durante l’escursione.

La mattina del 28 marzo 2021, la pensionata si trovava con la badante in una zona costiera del territorio di Aglientu. Da quel momento si persero le sue tracce e partirono le ricerche, che proseguirono per diversi mesi senza risultati fino al ritrovamento dei resti all’inizio del 2022.

Nel procedimento giudiziario si è costituita parte civile Laura Rizzi, figlia della vittima, assistita dagli avvocati Francesco Rotella e Maria Filomena Marras. La famiglia della pensionata ha seguito il percorso processuale per chiarire le circostanze che hanno portato alla morte della donna.

Elda Verbale è stata difesa dagli avvocati Antonio Mencobello e Giuseppe Angotta, che hanno sostenuto la posizione della badante durante il dibattimento. La sentenza emessa dal Tribunale di Tempio rappresenta il primo grado di giudizio e potrà essere oggetto di eventuale impugnazione nelle successive fasi previste dal procedimento penale.

La vicenda resta legata a una delle scomparse più delicate avvenute nel territorio di Aglientu negli ultimi anni, con un’indagine concentrata sulle modalità di assistenza garantite alla pensionata e sulle circostanze che hanno preceduto il suo allontanamento.

La morte di Silvana Gandola è stata attribuita dalla sentenza alla condotta contestata alla badante, mentre restano al centro del dibattimento le diverse ricostruzioni fornite dalle parti coinvolte. La difesa continua infatti a sostenere una versione differente rispetto a quella accolta dal giudice di primo grado.

Redazione

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