Due latitanti in Ogliastra, fuga dai domiciliari dopo aver tolto il braccialetto

Fabio Fois, condannato definitivamente all'ergastolo per l'omicidio di Fabio Longoni, è scomparso dalla propria abitazione a Girasole prima dell'arrivo dei carabinieri. Un episodio simile si era verificato il 6 ottobre ad Arzana, dove era fuggito Roberto Arzu

carabinieri

Ogliastra, due evasioni dai domiciliari in meno di quindici giorni

Due uomini sottoposti agli arresti domiciliari, entrambi controllati attraverso un dispositivo elettronico, sono riusciti ad allontanarsi dalle rispettive abitazioni in Ogliastra. Nel giro di due settimane, Fabio Fois e Roberto Arzu hanno interrotto il controllo del braccialetto elettronico e sono scomparsi, facendo scattare le ricerche delle forze dell’ordine.

Gli episodi si sono verificati in due comuni diversi, Girasole e Arzana, ma presentano elementi comuni. In entrambi i casi, gli interessati erano coinvolti in procedimenti giudiziari di particolare gravità e si trovavano in attesa di decisioni della Corte di Cassazione.

Il caso più recente riguarda un allevatore di 62 anni, Fabio Fois, la cui condanna all’ergastolo per omicidio è diventata definitiva il 20 ottobre.

Quando i carabinieri si sono presentati alla sua abitazione per accompagnarlo in carcere, l’uomo non era più all’interno dell’immobile.

Il dispositivo elettronico era stato rimosso e del condannato non c’era traccia.

L’accaduto segue di pochi giorni un’altra fuga, quella di Roberto Arzu, 59 anni, che si era allontanato dalla propria casa ad Arzana il 6 ottobre.

Fabio Fois, ergastolo definitivo per l’omicidio Longoni

Fabio Fois, originario di Loceri e residente a Girasole, si trovava agli arresti domiciliari da circa sei anni.

L’uomo era stato condannato per l’uccisione di Fabio Longoni, avvenuta il 22 novembre 2017 a Villagrande Strisaili.

Il procedimento giudiziario era arrivato all’ultimo grado di giudizio e il 20 ottobre la Corte di Cassazione ha confermato la pena dell’ergastolo.

Con la decisione dei giudici, la condanna è diventata definitiva e si è reso necessario il trasferimento dell’uomo in un istituto penitenziario.

I militari della compagnia di Lanusei si erano organizzati per eseguire il provvedimento non appena fosse stato comunicato l’esito del giudizio.

Gli operatori si trovavano già nei pressi dell’abitazione di Fois, pronti a intervenire dopo la pronuncia della sentenza.

La presenza delle forze dell’ordine nelle immediate vicinanze dell’immobile, tuttavia, non ha impedito l’allontanamento del sessantaduenne.

I carabinieri arrivano alla porta, ma l’abitazione è vuota

La fuga è emersa nel momento in cui i militari hanno tentato di eseguire il trasferimento in carcere.

Dopo la conferma dell’ergastolo da parte della Cassazione, i carabinieri hanno raggiunto l’ingresso della casa di Girasole, scoprendo che Fabio Fois non si trovava più all’interno.

Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo si era liberato del braccialetto elettronico, interrompendo così il sistema di controllo collegato alla misura cautelare.

Non è stato precisato il momento esatto in cui il dispositivo sia stato rimosso né quanto tempo sia trascorso tra l’allontanamento e l’arrivo dei militari.

La scoperta ha determinato l’immediato avvio delle ricerche.

Alla luce delle informazioni disponibili, Fois risulta ancora irreperibile, mentre le forze dell’ordine sono impegnate nel tentativo di rintracciarlo.

La vicenda assume particolare rilievo per la gravità della condanna definitiva e per le circostanze in cui è avvenuta la scomparsa.

L’uomo si trovava infatti sottoposto a una misura restrittiva e il suo trasferimento in carcere era previsto in seguito alla conclusione del procedimento giudiziario.

Roberto Arzu scomparso da Arzana il 6 ottobre

La fuga di Fois non rappresenta un episodio isolato nel territorio ogliastrino.

Il 6 ottobre, meno di due settimane prima, Roberto Arzu, 59 anni, si era allontanato dalla propria abitazione di Arzana dopo aver rimosso il braccialetto elettronico.

Anche lui si trovava agli arresti domiciliari e doveva affrontare un passaggio giudiziario davanti alla Corte di Cassazione.

Arzu è coinvolto in un procedimento relativo a un presunto traffico di sostanze stupefacenti, nell’ambito del quale sono stati indicati collegamenti con organizzazioni criminali calabresi e albanesi.

L’uomo risulta inoltre indagato per l’omicidio di Vincenzo Beniamino Marongiu, conosciuto come Mino, avvenuto ad Arzana nel luglio 2024.

Per quest’ultima vicenda è necessario distinguere la posizione investigativa da un’eventuale responsabilità accertata: la condizione di indagato non equivale a una condanna.

Nel procedimento per il quale era attesa la decisione della Cassazione, l’udienza si è conclusa con un rinvio e non con una pronuncia definitiva.

Arzu, tuttavia, si era già reso irreperibile prima che il suo percorso giudiziario arrivasse a quel passaggio.

Da allora, secondo le informazioni riportate, le ricerche non hanno ancora portato al suo rintraccio.

Due fughe con modalità simili in comuni vicini

I casi di Girasole e Arzana presentano una coincidenza significativa: entrambi gli uomini si sono allontanati mentre erano sottoposti a controllo elettronico.

La rimozione del braccialetto costituisce l’elemento comune alle due vicende, insieme alla vicinanza temporale con decisioni attese dalla Corte di Cassazione.

Le posizioni giudiziarie, tuttavia, sono differenti.

Nel caso di Fabio Fois, il procedimento per omicidio si è concluso con una condanna definitiva all’ergastolo.

Per Roberto Arzu, invece, la decisione della Cassazione relativa al procedimento pendente è stata rinviata. L’uomo risulta inoltre coinvolto in un’altra indagine per omicidio.

Non emergono, dalle informazioni disponibili, elementi che consentano di collegare direttamente le due fughe o di ipotizzare un’organizzazione comune.

La somiglianza delle modalità non dimostra quindi l’esistenza di rapporti tra i due episodi.

Resta il fatto che due persone sottoposte a restrizioni della libertà personale sono riuscite ad allontanarsi dalle rispettive abitazioni, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine per individuarle.

Braccialetto elettronico, come funziona il controllo dei domiciliari

Le due vicende riportano l’attenzione sul funzionamento dei dispositivi elettronici utilizzati per verificare il rispetto delle misure restrittive.

Il braccialetto elettronico è uno strumento di controllo che consente di monitorare la permanenza di una persona all’interno dell’area stabilita dall’autorità giudiziaria.

Il dispositivo viene impiegato in determinate situazioni per rafforzare la vigilanza sugli arresti domiciliari, segnalando eventuali anomalie o violazioni delle condizioni imposte.

Il sistema, tuttavia, non impedisce fisicamente a una persona di uscire dall’abitazione o di tentare di rimuovere il dispositivo.

La sua funzione consiste principalmente nel controllo e nella segnalazione delle irregolarità, che possono richiedere un successivo intervento operativo.

La possibilità di individuare tempestivamente una violazione dipende quindi anche dalle modalità di gestione degli avvisi e dai tempi necessari per effettuare le verifiche.

Nei casi di Girasole e Arzana, le informazioni disponibili non chiariscono in quale momento siano state eventualmente rilevate le anomalie né quali comunicazioni siano state trasmesse ai soggetti incaricati della sorveglianza.

Non è pertanto possibile attribuire specifiche responsabilità operative sulla base dei soli elementi resi noti.

Sicurezza e misure cautelari, si riapre il dibattito

La doppia fuga registrata in Ogliastra riporta al centro dell’attenzione pubblica il tema dell’efficacia dei controlli sulle persone sottoposte agli arresti domiciliari.

Il ricorso al braccialetto elettronico permette di integrare le attività di vigilanza, ma non elimina completamente il rischio di allontanamenti non autorizzati.

I due episodi mostrano come la presenza di un dispositivo di monitoraggio non sia sufficiente, da sola, a impedire materialmente una fuga.

Le circostanze sono particolarmente delicate perché riguardano persone coinvolte in procedimenti penali per fatti gravi.

Nel caso di Fois, la scomparsa è stata scoperta proprio quando le forze dell’ordine si preparavano a dare esecuzione a una condanna definitiva.

Per Arzu, invece, l’allontanamento si è verificato prima di un’udienza che avrebbe dovuto riguardare la sua posizione giudiziaria.

Le due vicende pongono interrogativi sui sistemi di controllo e sulle procedure di intervento, pur senza consentire, allo stato delle informazioni disponibili, conclusioni sulle cause specifiche delle fughe.

Ricerche in corso per rintracciare i due uomini

La priorità delle forze dell’ordine rimane l’individuazione dei due fuggitivi.

Fabio Fois è ricercato dopo la conferma definitiva della condanna all’ergastolo, mentre Roberto Arzu risulta irreperibile dal 6 ottobre.

Le indagini dovranno chiarire anche le modalità con cui i due uomini sono riusciti ad allontanarsi dalle abitazioni nonostante le misure di controllo.

Non sono stati comunicati dettagli su eventuali spostamenti successivi alle fughe o su possibili luoghi nei quali i ricercati potrebbero essersi diretti.

La vicinanza temporale tra gli episodi e la somiglianza delle modalità hanno attirato l’attenzione sulla gestione degli arresti domiciliari con sorveglianza elettronica.

In meno di quindici giorni, l’Ogliastra ha registrato due allontanamenti che coinvolgono persone sottoposte a provvedimenti restrittivi, uno dei quali destinatario di una condanna definitiva alla massima pena detentiva.

Resta ora da accertare come siano avvenute le fughe e quali circostanze abbiano consentito ai due uomini di sottrarsi ai controlli.

Redazione

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