Ryanair riduce i collegamenti nel nord Sardegna
Una riduzione significativa dei voli negli aeroporti di Olbia e Alghero, mentre lo scalo di Cagliari si prepara ad ampliare la propria offerta. Ryanair ha annunciato un ridimensionamento dell’operativo invernale 2026 nel nord Sardegna, motivando la decisione con le politiche regionali sui costi aeroportuali.
La comunicazione è arrivata durante una conferenza stampa organizzata a Cagliari, alla presenza di Jason McGuinness, Chief Commercial Officer della compagnia aerea irlandese.
Secondo il vettore, la scelta della Regione Sardegna di sospendere l’addizionale municipale soltanto in alcuni mesi dell’anno non sarebbe sufficiente a rendere competitivi gli aeroporti dell’Isola.
Il taglio più consistente interesserà Olbia, dove l’offerta di voli diminuirà del 50%, mentre ad Alghero la contrazione prevista sarà del 15%.
Una decisione che riporta al centro del confronto il tema dei collegamenti aerei, particolarmente importante per un territorio insulare nel quale il trasporto aereo svolge un ruolo essenziale per gli spostamenti dei residenti e per i flussi turistici.
Olbia perde metà dei voli, riduzione anche ad Alghero
La riorganizzazione annunciata dalla compagnia riguarda soprattutto i due aeroporti del nord Sardegna.
Per lo scalo di Olbia, Ryanair prevede un dimezzamento dell’operativo invernale e la cancellazione di una rotta. Il programma di Alghero subirà invece una riduzione del 15%.
Le percentuali comunicate dal vettore indicano una contrazione dell’offerta rispetto alla programmazione di riferimento, ma non specificano nel dettaglio il numero complessivo dei collegamenti interessati.
Il ridimensionamento assume particolare rilievo considerando la forte stagionalità del mercato turistico nel nord dell’Isola.
Durante i mesi estivi, infatti, gli aeroporti galluresi e del Sassarese beneficiano della domanda legata alle vacanze, mentre nel periodo invernale il volume dei passeggeri tende a diminuire.
Proprio questa differenza tra alta e bassa stagione rappresenta uno degli elementi richiamati da Ryanair per giustificare la richiesta di una riduzione permanente dei costi aeroportuali.
Secondo la compagnia, l’attuale sistema non garantirebbe condizioni sufficientemente favorevoli per sviluppare nuovi collegamenti durante tutto l’anno.
La decisione di ridurre i voli costituisce quindi un ulteriore passaggio nel confronto tra il vettore e l’amministrazione regionale.
Cagliari in controtendenza: più voli e una nuova rotta per Forlì
La riduzione annunciata per Olbia e Alghero non coinvolgerà allo stesso modo l’intera rete sarda della compagnia.
All’aeroporto di Cagliari, Ryanair ha previsto un rafforzamento dei collegamenti verso Milano Malpensa e Venezia, accompagnato dall’introduzione di una nuova rotta per Forlì.
Lo scalo del capoluogo regionale registrerà quindi un andamento differente rispetto agli aeroporti settentrionali.
La scelta evidenzia come la programmazione del vettore possa variare sensibilmente tra le diverse aree della Sardegna.
La compagnia ha collegato le proprie decisioni alla competitività economica degli scali e alle prospettive di sviluppo del traffico passeggeri.
Il diverso andamento dell’offerta rende ancora più evidente il peso delle strategie commerciali delle compagnie nella distribuzione dei collegamenti aerei sul territorio regionale.
Addizionale municipale, perché Ryanair contesta la scelta della Regione
Al centro della controversia c’è l’addizionale municipale sui diritti d’imbarco, un onere che incide sui costi del trasporto aereo.
La Regione Sardegna ha deciso di sospenderne l’applicazione durante i periodi invernali del 2026 e del 2027, limitando la misura ai mesi compresi tra novembre e marzo.
La compagnia ha accolto positivamente l’intervento, giudicandolo però insufficiente rispetto alle proprie richieste.
Ryanair sostiene che l’eliminazione del tributo dovrebbe essere estesa a tutti i dodici mesi dell’anno, anziché riguardare soltanto una parte della stagione.
Un’altra criticità segnalata dal vettore riguarda i tempi di approvazione della misura.
Secondo McGuinness, la decisione regionale sarebbe arrivata quando la programmazione dell’inverno 2026 era già stata definita, impedendo alla compagnia di modificarla in misura significativa.
L’abolizione parziale dell’addizionale non avrebbe quindi prodotto, secondo Ryanair, le condizioni necessarie per evitare i tagli annunciati.
Il vettore ritiene che una riduzione stabile degli oneri possa favorire una maggiore presenza delle compagnie e rendere economicamente più sostenibile l’attivazione di nuove rotte.
Si tratta della posizione espressa dall’azienda, che da tempo sollecita interventi strutturali sulla fiscalità aeroportuale.
Continuità territoriale, critiche alla spesa di 50 milioni di euro
Il confronto tra Ryanair e la Regione non riguarda soltanto l’addizionale municipale.
Durante la conferenza stampa, la compagnia ha contestato anche il sistema della continuità territoriale, attraverso il quale vengono sostenuti collegamenti aerei considerati essenziali per garantire la mobilità dei residenti.
Secondo McGuinness, la Sardegna destina quasi 50 milioni di euro all’anno agli oneri di servizio pubblico, una spesa che il dirigente ha giudicato inefficace rispetto agli obiettivi perseguiti.
Ryanair ritiene che una diversa distribuzione delle risorse e una riduzione dei costi aeroportuali potrebbero favorire l’espansione dei collegamenti commerciali.
La valutazione negativa espressa dal vettore rappresenta tuttavia una posizione aziendale.
La continuità territoriale risponde infatti a finalità specifiche, legate alla necessità di assicurare collegamenti aerei e condizioni di accesso al trasporto per i cittadini residenti in un’isola.
Il dibattito riguarda quindi due modelli differenti di intervento sul trasporto aereo: da una parte il sostegno pubblico a determinate rotte, dall’altra gli incentivi indiretti alla crescita dell’offerta commerciale attraverso la riduzione degli oneri.
La compagnia sostiene che la seconda soluzione potrebbe contribuire ad aumentare il traffico e a rafforzare la competitività degli aeroporti sardi.
La proposta di Ryanair: due milioni di passeggeri in più ogni anno
Accanto alle critiche, il vettore irlandese ha presentato una proposta di sviluppo subordinata all’eliminazione dell’addizionale municipale per l’intero anno.
Ryanair afferma di essere pronta a generare due milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno in Sardegna, qualora venissero introdotte condizioni fiscali ritenute adeguate.
Il piano prospettato comprende anche l’assegnazione di quattro ulteriori aeromobili alla rete regionale.
Secondo le stime comunicate dalla compagnia, questa operazione corrisponderebbe a un investimento di circa 400 milioni di dollari.
Un altro elemento della proposta riguarda l’apertura di una nuova base operativa nel nord Sardegna, un’iniziativa che potrebbe modificare la presenza del vettore negli aeroporti settentrionali.
Sul fronte occupazionale, l’azienda prospetta la creazione di oltre 900 posti di lavoro nell’arco di cinque anni.
Le cifre rappresentano obiettivi annunciati dalla compagnia e subordinati a una specifica modifica della politica regionale, non risultati già acquisiti o investimenti formalmente avviati.
La realizzazione del programma dipenderebbe quindi dalle condizioni economiche e regolamentari che verranno eventualmente definite.
Il modello degli altri aeroporti italiani citato dalla compagnia
Per sostenere la propria posizione, Ryanair ha richiamato le scelte adottate in altre regioni italiane.
Tra gli esempi indicati figurano Sicilia, Calabria, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, territori citati dal vettore in relazione alle politiche di riduzione o eliminazione degli oneri aeroportuali.
Particolare attenzione è stata riservata all’esperienza di Trapani-Marsala.
Secondo la compagnia, il caso siciliano dimostrerebbe che condizioni economiche più favorevoli per i vettori possono incentivare nuovi investimenti, aumentare il traffico passeggeri e sostenere l’occupazione.
Ryanair collega inoltre la riduzione dei costi di accesso agli aeroporti alla possibilità di ampliare l’offerta e contenere le tariffe.
Il riferimento agli altri scali italiani rientra nella strategia con cui la compagnia sollecita la Regione Sardegna ad adottare una misura permanente.
Resta comunque necessario distinguere le prospettive indicate dal vettore dagli effetti effettivamente verificabili nei singoli territori, che possono dipendere anche dalle caratteristiche della domanda e dalle condizioni operative degli aeroporti.
Trasporto aereo in Sardegna, resta aperto il confronto sulla stagione invernale
L’annuncio dei tagli a Olbia e Alghero riporta l’attenzione sulla sostenibilità dei collegamenti durante i mesi di minore afflusso turistico.
La riduzione del 50% dei voli a Olbia e del 15% ad Alghero rappresenta il principale effetto immediato della programmazione invernale comunicata da Ryanair.
Parallelamente, l’aumento dei servizi da Cagliari conferma una distribuzione non uniforme dell’offerta tra gli aeroporti dell’Isola.
Il confronto con la Regione resta concentrato su due questioni: l’estensione annuale della sospensione dell’addizionale municipale e il ruolo delle risorse pubbliche destinate alla continuità territoriale.
La compagnia ha ribadito la disponibilità a investire ulteriormente in Sardegna, subordinando però il proprio piano di espansione a una modifica delle condizioni fiscali.
Per il momento, l’operativo invernale 2026 prevede un ridimensionamento significativo nel nord dell’Isola, mentre le prospettive di crescita annunciate dal vettore rimangono legate alle eventuali decisioni future dell’amministrazione regionale.
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