La nuova classificazione dei Comuni montani accende il confronto politico in Sardegna. Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Emanuele Matta contesta il provvedimento e denuncia le possibili conseguenze per 102 centri dell’Isola, che non rientrerebbero più nell’elenco dei Comuni riconosciuti come montani.
Secondo quanto riportato da Matta, la Sardegna passa infatti da 234 a 132 Comuni riconosciuti, con possibili effetti sull’accesso a finanziamenti, agevolazioni e deroghe scolastiche.
“Penalizzati 102 Comuni sardi”
Il consigliere regionale del M5S sostiene che la decisione del Governo penalizzi territori già alle prese con difficoltà strutturali.
“Lo avevamo denunciato mesi fa. Il Governo Meloni ha deciso di penalizzare 102 Comuni sardi, ignorando completamente le condizioni in cui vivono queste comunità. Paesi che perdono abitanti, scuole, servizi e opportunità. Territori che avrebbero bisogno di maggiori risorse e che invece vengono ulteriormente penalizzati”.
La contestazione riguarda quindi soprattutto l’impatto che la nuova classificazione potrebbe avere sui piccoli centri, molti dei quali devono già affrontare spopolamento e progressiva riduzione dei servizi.
Tra i Comuni esclusi dall’elenco, secondo quanto indicato dal consigliere, figurano Villacidro, Guspini, Arbus e Tuili, nel Medio Campidano.
Il confronto con il Governo
Matta rivolge direttamente al ministro Roberto Calderoli la richiesta di spiegare le ragioni alla base della nuova classificazione.
“Calderoli dovrebbe spiegare ai sardi per quale ragione 102 Comuni della nostra Isola valgano meno degli altri. Quale idea di Paese ha un Governo che continua a concentrare risorse e opportunità dove già esistono, mentre abbandona chi deve affrontare ogni giorno lo spopolamento e la progressiva scomparsa dei servizi? È l’ennesima dimostrazione della distanza tra questo Governo e i bisogni reali dei cittadini. E a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta le comunità più fragili”.
Possibili effetti su finanziamenti e servizi
Il passaggio da 234 a 132 Comuni riconosciuti come montani potrebbe incidere, secondo la denuncia del consigliere regionale, sulla possibilità per i centri esclusi di accedere a strumenti di sostegno collegati alla classificazione.
Tra gli ambiti indicati figurano finanziamenti, agevolazioni e deroghe scolastiche.
La questione assume particolare rilevanza per i piccoli Comuni, dove il calo demografico si accompagna spesso alla riduzione dei servizi e delle opportunità per i residenti.
La posizione di Matta è quindi fortemente critica nei confronti della scelta del Governo, che il consigliere considera penalizzante per una parte consistente del territorio sardo.
Al centro della polemica rimane il numero dei Comuni che, con la nuova classificazione, non sarebbero più riconosciuti come montani: 102 centri in meno rispetto alla precedente situazione.
Il tema si inserisce così nel più ampio confronto sul futuro delle aree interne e dei piccoli centri della Sardegna, alle prese con la necessità di contrastare lo spopolamento e mantenere servizi e opportunità per le comunità locali.
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