Si chiude con una serie di condanne il processo per il clamoroso assalto ai blindati della Battistolli sull’Aurelia, avvenuto il 28 marzo 2025 a San Vincenzo, in provincia di Livorno.
Il gup di Livorno Francesca Mannini, dopo una lunga camera di consiglio, ha inflitto pene comprese tra 6 e 10 anni di reclusione agli undici imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Per una posizione, invece, è stato disposto il non doversi procedere.
Le condanne risultano complessivamente inferiori rispetto alle richieste della Procura, che aveva chiesto pene per un totale di 147 anni e 8 mesi di carcere, con richieste fino a 14 anni e 8 mesi.
Il colpo sull’Aurelia
Al centro del procedimento c’è l’assalto messo a segno contro due furgoni portavalori della Battistolli, che trasportavano complessivamente circa 4,6 milioni di euro.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il commando aveva bloccato la strada utilizzando diversi veicoli, alcuni dei quali dati alle fiamme.
Per aprire uno dei blindati sarebbe stato utilizzato anche dell’esplosivo. I rapinatori riuscirono a impossessarsi di circa 3 milioni di euro prima di allontanarsi.
L’azione aveva avuto modalità particolarmente complesse, con mezzi posizionati per impedire il passaggio, armi e una pianificazione che, secondo l’accusa, sarebbe durata mesi.
Le indagini e la pista sarda
A indirizzare gli investigatori verso il gruppo sardo sarebbe stato anche un elemento diventato simbolico dell’inchiesta: una frase ripresa da alcuni testimoni durante l’assalto e diffusa sui social.
Il grido “Ajo tutti ci siamo”, catturato dai telefoni di alcune persone presenti sul posto, era stato acquisito dagli investigatori nell’ambito delle attività investigative.
Le immagini registrate dagli automobilisti avevano inoltre documentato alcune fasi dell’azione, contribuendo alla ricostruzione degli eventi.
Le condanne
Il giudice ha inflitto 10 anni di reclusione a Francesco Palmas di Jerzu.
Sono stati condannati a 9 anni, 10 mesi e 20 giorni Alberto Mura di Ottana e 9 anni, 10 mesi e 15 giorni Antonio Moni di Castelnuovo Val di Cecina.
A Salvatore Giovanni Antonio Tilocca di Bottida sono stati inflitti 9 anni e 8 mesi, mentre Franco Piras di Bari Sardo ha ricevuto una condanna a 9 anni, 5 mesi e 10 giorni.
Per Renzo Cherchi di Irgoli la pena è di 9 anni e 4 mesi, per Francesco Rocca di Orotelli di 9 anni, 2 mesi e 20 giorni.
Condannati a 8 anni e 4 mesi Marco Sulis e Giovanni Columbu, rispettivamente di Villagrande Strisailis e Ollolai.
Le pene più basse hanno riguardato Salvatore Campus di Olzai, condannato a 6 anni, 6 mesi e 20 giorni, e Nicola Fois di Girasole, condannato a 6 anni.
Per Antonio Stochino di Arzana il giudice ha disposto il non doversi procedere: nei suoi confronti era contestato esclusivamente il concorso nel furto dell’auto utilizzata dal gruppo durante l’azione.
Un processo legato a un assalto spettacolare
L’inchiesta ha ricostruito un’azione caratterizzata da una forte organizzazione, con veicoli incendiati, blocchi stradali ed esplosivo.
Gli imputati erano difesi, tra gli altri, dagli avvocati Lorenzo Soro, Marco Talini, Marcello Caddori, Andrea Nieddu, Giuseppe Talanas, Potito Flagella, Angelo Magliocchetti, Carlo Ambrosini, Antonio Mereu e Francesco Marongiu.
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