Secondo i dati del Siope, nel 2025 gli incassi della Regione Sardegna sono stati pari a 6.839 euro pro capite (6.265 nella media delle RSS), un valore in crescita
del 5,3 per cento rispetto al 2024 (1,7 nella media delle RSS). Gli incassi delle Province e delle Città metropolitane, equivalenti a 195 euro pro capite (158 la media delle RSS), sono cresciuti del 5,9 per cento rispetto all’anno precedente: sono aumentati intensamente i trasferimenti, arrivati a pesare per oltre
il 50 per cento delle entrate correnti, mentre sono calate le entrate tributarie, legate principalmente alle imposte sulle assicurazioni RC auto, cresciute molto nell’anno precedente.
Le entrate di parte corrente dei Comuni sardi, pari a 1.790 euro pro capite (1.468 euro nelle RSS), sono diminuite del 4,8 per cento, principalmente per il
calo dei trasferimenti dalle altre amministrazioni, in particolare dalla Regione. La tassazione dei rifiuti urbani (Tari) è destinata a garantire la copertura
integrale dei costi di gestione e di investimento relativi al servizio di igiene urbana ed è articolata in una componente fissa, commisurata generalmente alla dimensione dell’abitazione, e in una componente variabile, che riflette la composizione del nucleo familiare.
Secondo le stime della Banca d’Italia limitate alle famiglie residenti nei capoluoghi di provincia, la tariffa applicata in Sardegna a un nucleo familiare tipo è lievemente superiore alla media nazionale; ai più elevati livelli di prelievo si associa, negli stessi Comuni, un maggiore costo pro capite del servizio.
Estendendo l’analisi all’insieme degli enti della regione, il costo pro capite supera la media nazionale del 9 per cento, ed è aumentato da 196 a 233 euro tra il
2018 e il 2025, un valore lievemente inferiore alla corrispondente variazione per il dato italiano (41 euro pro capite).
Il saldo di bilancio
Alla fine del 20248 il complesso degli enti territoriali sardi presentava un avanzo (inteso come parte disponibile positiva del risultato di amministrazione), riconducibile principalmente alla Regione e ai Comuni. L’Ente regionale ha registrato un saldo attivo pari a 484 euro pro capite (338 euro pro capite nel 2023).
Le Province e la Città metropolitana di Cagliari mostravano un avanzo pro capite pari a 17 euro, inferiore a quello medio delle Province italiane in avanzo (21 euro), e in calo rispetto all’anno prima.
Alla fine del 2024 oltre il 98 per cento dei Comuni sardi ha conseguito un avanzo, a fronte del 75 per cento a livello nazionale; questo divario si amplifica
guardando alla popolazione residente: oltre il 96 per cento degli abitanti sardi vive in un comune in avanzo, contro circa i tre quarti degli italiani. Tra i Comuni con saldo positivo, questo si attestava in media a 346 euro pro capite, valore superiore a quanto registrato mediamente nel resto del Paese (165 euro).
Nel complesso, il saldo di bilancio dei Comuni è aumentato di circa 39 milioni di euro rispetto al 2023, grazie anche alla riduzione di somme vincolate
che hanno consentito di liberare risorse e migliorare il risultato.
Il debito
Alla fine del 2025 il debito consolidato degli enti territoriali della Sardegna, calcolato escludendo le passività finanziarie verso altre amministrazioni pubbliche, era pari a 1.188 euro pro capite (contro 1.149 delle RSS e 1.342 nella media nazionale) e corrispondeva al 2,3 per cento del debito del complesso degli enti
territoriali italiani.
Nel 2025 il debito è diminuito, in misura più intensa che nel Paese: è cresciuto il peso de crediti delle banche italiane e di Cassa depositi e prestiti ed è sceso quello dei titoli emessi. Il debito non consolidato si è attestato su un valore pro capite pari a 1.197 euro, molto simile a quello del debito consolidato, per la quota marginale in Sardegna di debito detenuto da altre amministrazioni pubbliche.
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