Rendere lo sport un’opportunità concreta e accessibile a tutti, soprattutto durante gli anni della formazione. È questo il messaggio portato a Roma dal presidente del Consiglio comunale di Cagliari Marco Benucci, intervenuto venerdì 16 ottobre 2026 all’incontro “Giovani e sport. Art. 33 della Costituzione: l’impegno delle città per una società più sana, inclusiva e consapevole”.
L’appuntamento si è svolto nel Salone d’Onore del CONI ed è stato organizzato dal Direttivo della Conferenza nazionale ANCI dei Presidenti dei Consigli comunali. Tra i partecipanti anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il presidente del CONI Luciano Buonfiglio e il presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma.
Lo sport come educazione e inclusione
Nel suo intervento, Benucci ha richiamato il significato dell’articolo 33 della Costituzione, che riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva.
“Lo sport è educazione, inclusione, salute e crescita sociale”, ha sottolineato il presidente del Consiglio comunale di Cagliari.
Da qui la necessità, secondo Benucci, di fare in modo che la pratica sportiva non diventi un’opportunità riservata soltanto alle famiglie che possono sostenerne i costi.
L’obiettivo indicato è quindi quello di garantire che nessun bambino o ragazzo venga escluso dallo sport per ragioni economiche.
La proposta per lo sport gratuito
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il percorso che ANCI intende sostenere per portare in Parlamento una proposta di legge dedicata alla pratica sportiva dei più giovani.
Il progetto prevede la possibilità per i bambini e i ragazzi dai 6 ai 13 anni, fino all’età dell’obbligo scolastico, di praticare gratuitamente un’attività sportiva.
Benucci ha definito l’iniziativa una proposta di grande valore, proprio perché punta a rendere l’attività fisica parte integrante degli anni della formazione, indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia.
Un investimento anche sulla salute
Secondo le stime presentate durante l’incontro, l’attuazione della proposta richiederebbe un investimento di circa 1,4 miliardi di euro.
La stessa misura, secondo le valutazioni illustrate, potrebbe però produrre risparmi per circa 5,6 miliardi di euro sulla sanità pubblica.
Il ragionamento è legato al ruolo dello sport nella prevenzione e nella promozione di stili di vita più sani.
“Promuovere l’attività sportiva sin già dall’età scolare significa investire nella prevenzione, contrastare la sedentarietà e tutelare la salute”, ha spiegato Benucci.
La pratica sportiva viene quindi considerata non soltanto come attività ricreativa o agonistica, ma anche come uno strumento attraverso il quale intervenire sul benessere delle nuove generazioni.
Il ruolo delle amministrazioni locali
Nel corso del suo intervento, il presidente del Consiglio comunale ha evidenziato anche la funzione che possono svolgere le amministrazioni locali.
Comuni e città possono contribuire alla diffusione dello sport attraverso la gestione e il potenziamento degli impianti sportivi, ma anche attraverso la collaborazione con scuole, federazioni e associazioni.
Una rete territoriale che può diventare fondamentale per rendere effettiva la possibilità di praticare attività sportiva durante gli anni della formazione.
L’esperienza di Cagliari
Benucci ha infine richiamato il percorso della città di Cagliari, caratterizzata da una consolidata tradizione sportiva.
Nel suo intervento ha sottolineato l’impegno dell’Amministrazione sul fronte del rafforzamento delle infrastrutture e della creazione di nuove opportunità rivolte ai giovani.
Il confronto nazionale di Roma ha quindi rappresentato anche un’occasione per portare l’esperienza del capoluogo sardo all’interno della discussione sul ruolo delle città nella promozione dello sport.
L’obiettivo indicato durante l’incontro è quello di costruire condizioni sempre più favorevoli affinché bambini e ragazzi possano praticare attività sportiva, con particolare attenzione all’accessibilità economica, alla prevenzione e alla funzione educativa.
La proposta sostenuta dall’ANCI punta ora al Parlamento, mentre le amministrazioni locali sono chiamate a contribuire alla costruzione di una rete capace di rendere lo sport una possibilità concreta per tutte le nuove generazioni.
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