La difficoltà di acquistare la prima casa torna al centro del dibattito politico in Sardegna. Il capogruppo dei Riformatori Sardi in Consiglio regionale, Umberto Ticca, ha presentato una proposta di legge sottoscritta anche dai consiglieri Salaris e Fasolino per aggiornare la disciplina regionale dei mutui agevolati, che secondo i promotori è rimasta sostanzialmente invariata dal 1985.
L’iniziativa parte dalla considerazione che, in quarant’anni, siano profondamente cambiati il mercato immobiliare, il mondo del lavoro e la composizione delle famiglie, mentre gli strumenti regionali non si sarebbero adeguati alle nuove esigenze.
Domande crollate dal 2023
Uno dei dati citati da Ticca riguarda proprio l’utilizzo dello strumento regionale.
“Non sorprende che uno strumento nato per aiutare i sardi a comprare casa sia sempre meno utilizzato”, afferma il capogruppo dei Riformatori.
Secondo i dati riportati nella presentazione della proposta, le domande autorizzate sarebbero passate da 212 nel primo semestre del 2023 ad appena 17 nel 2025.
Per i Riformatori, il calo dimostrerebbe la necessità di intervenire sulla normativa, adeguandola alle condizioni attuali e rendendo nuovamente accessibile il sostegno all’acquisto dell’abitazione.
Mutui agevolati fino a 250 mila euro
Tra le principali novità contenute nella proposta c’è l’aumento dell’importo del mutuo agevolabile fino a 250 mila euro.
L’obiettivo è rendere lo strumento maggiormente coerente con il mercato immobiliare attuale, nel quale il costo delle abitazioni e le condizioni economiche delle famiglie sono cambiate rispetto a quarant’anni fa.
La proposta introduce inoltre il parametro Isee, con l’intento di garantire una maggiore equità nell’accesso alle agevolazioni, tenendo conto delle condizioni economiche dei richiedenti.
Più sostegno ai giovani e alle famiglie
Un’attenzione specifica viene riservata ai giovani fino a 40 anni e alle coppie con figli, per le quali sono previsti maggiori benefici.
La proposta considera infatti l’acquisto della prima casa non soltanto come una questione abitativa, ma anche come uno strumento collegato all’autonomia dei giovani e alla possibilità di costruire una famiglia in Sardegna.
“Non pretendiamo di risolvere con una legge il problema della casa”, sottolinea Ticca, spiegando però che l’intervento potrebbe contribuire a rimuovere alcuni degli ostacoli che rendono più difficile acquistare un’abitazione.
“La casa è una grande questione sociale”
Secondo il capogruppo dei Riformatori, il tema dell’abitazione è ormai una delle principali questioni sociali ed economiche non soltanto in Sardegna, ma in tutta Europa.
Per molti giovani e famiglie, infatti, l’acquisto della prima abitazione è diventato progressivamente più difficile.
Da qui la richiesta alla politica di tornare a occuparsi della casa attraverso misure concrete.
“La politica deve tornare a occuparsene, con risposte concrete e non con gli slogan”, sostiene Ticca.
Apertura dell’assessore Piu
La proposta di legge potrebbe inoltre essere oggetto di un confronto con la Giunta regionale.
Ticca riferisce infatti di aver ricevuto una disponibilità da parte dell’assessore Piu a lavorare insieme sul tema.
“Considero positiva questa apertura. La casa merita un confronto serio, anche oltre gli schieramenti”, afferma il capogruppo.
L’idea è quindi quella di avviare un percorso condiviso per aggiornare uno strumento che, secondo i Riformatori, non sarebbe più adeguato alle condizioni economiche e sociali attuali.
“Non servono grandi annunci: servono politiche capaci di risolvere un problema alla volta. Cominciamo dai mutui”, conclude Ticca.
La proposta punta così a intervenire su importi, criteri di accesso e destinatari delle agevolazioni, con l’obiettivo di rendere il sostegno regionale alla prima casa più vicino alle esigenze di giovani, famiglie e lavoratori.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.