Monumenti aperti torna a Nuoro dopo undici anni di assenza
Un fine settimana dedicato alla scoperta del patrimonio storico, artistico e archeologico del territorio. Sabato 7 e domenica 8 novembre 2026 Nuoro ospiterà nuovamente Monumenti aperti, la manifestazione culturale che torna nel capoluogo barbaricino dopo undici anni dall’ultima partecipazione.
Saranno 14 i luoghi inseriti nel programma, con un itinerario che comprenderà musei, edifici religiosi, piazze, abitazioni storiche e testimonianze della civiltà nuragica.
L’iniziativa offrirà l’opportunità di approfondire differenti aspetti della storia cittadina, dalle origini più antiche fino alle personalità che hanno contribuito a rendere Nuoro un importante centro culturale della Sardegna.
A guidare i visitatori saranno anche gli studenti degli istituti scolastici locali, affiancati dai volontari delle associazioni coinvolte nell’organizzazione.
Il ritorno della manifestazione assume un significato particolare nel 2026, anno del centenario del conferimento del premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, figura centrale dell’identità culturale nuorese.
Grazia Deledda protagonista degli itinerari culturali
Una parte importante del programma sarà dedicata alla scrittrice Grazia Deledda, nata a Nuoro e insignita del Nobel per la Letteratura nel 1926.
Tra i luoghi visitabili figura Casa Deledda, l’abitazione legata alla vita dell’autrice di Canne al vento, oggi punto di riferimento per la conoscenza della sua biografia e della sua produzione letteraria.
Il percorso consentirà di approfondire il rapporto tra la scrittrice e la città, con particolare attenzione all’ambiente sociale e culturale nel quale maturò la sua formazione.
Un’altra tappa significativa sarà la chiesa della Solitudine, dove sono custodite le spoglie di Grazia Deledda.
L’edificio rappresenta uno dei luoghi simbolici della memoria della scrittrice e si inserisce nelle iniziative dedicate alla ricorrenza del centenario.
La manifestazione permetterà così di collegare la visita ai monumenti alla conoscenza delle personalità che hanno contribuito alla storia letteraria della Sardegna.
Musei aperti: dal Man alle tradizioni popolari della Sardegna
Il programma comprenderà anche alcune delle principali istituzioni museali nuoresi.
L’Istituto superiore regionale etnografico (Isre) parteciperà all’iniziativa attraverso l’apertura degli spazi del Museo del costume, dedicato alla cultura materiale e alle tradizioni dell’isola.
Le collezioni consentiranno di conoscere abiti, oggetti e testimonianze legate alla vita quotidiana delle comunità sarde.
Tra le tappe figurano inoltre il Man, Museo d’arte della Provincia di Nuoro, e il Museo archeologico, due realtà che permettono di esplorare epoche e linguaggi differenti.
Il primo rappresenta un punto di riferimento per la conoscenza dell’arte moderna e contemporanea, mentre il secondo conserva testimonianze fondamentali per ricostruire il passato del territorio.
La presenza dei musei nel percorso di Monumenti aperti contribuirà a mettere in relazione arte, storia e tradizioni, offrendo una panoramica articolata del patrimonio culturale cittadino.
Dalla cattedrale alla chiesa delle Grazie: gli edifici religiosi da scoprire
Tra gli itinerari proposti saranno presenti anche alcuni luoghi di culto che hanno accompagnato lo sviluppo urbano e sociale di Nuoro.
Le visite guidate interesseranno la cattedrale, la chiesa di San Carlo e l’antico santuario delle Grazie, situato nel quartiere di Seuna.
Quest’ultimo edificio è particolarmente legato alla storia della comunità contadina nuorese e rappresenta una testimonianza del rapporto tra tradizione religiosa e vita quotidiana.
La visita permetterà di conoscere il ruolo assunto nel tempo da questi spazi, non soltanto come luoghi di preghiera, ma anche come punti di riferimento per gli abitanti.
Attraverso gli edifici religiosi sarà possibile osservare una parte dell’evoluzione architettonica e sociale della città, approfondendo il significato che tali monumenti conservano nella memoria collettiva.
Monte Ortobene, il Redentore e il tempietto di Valverde
Il percorso culturale non si limiterà al centro abitato.
Tra le tappe previste figura la statua del Redentore sul Monte Ortobene, uno dei monumenti più rappresentativi di Nuoro e del territorio circostante.
La visita sarà dedicata alla storia dell’opera e alle sue caratteristiche artistiche, permettendo di approfondire il valore simbolico assunto dal monumento nel corso del tempo.
Nella stessa area territoriale sarà possibile conoscere anche il tempietto di Valverde, inserito tra i luoghi della manifestazione.
Queste tappe consentiranno di ampliare l’itinerario oltre le strade cittadine, mettendo in evidenza il rapporto tra il patrimonio monumentale e il paesaggio naturale.
La presenza del Monte Ortobene nel programma offrirà inoltre un’occasione per approfondire una delle componenti più riconoscibili dell’identità nuorese.
Archeologia a Nuoro: visite ai siti di Noddule e Tanca Manna
Un’altra sezione dell’iniziativa sarà dedicata alle testimonianze più antiche del territorio.
I siti archeologici di Noddule e Tanca Manna permetteranno ai partecipanti di avvicinarsi alla storia della Sardegna nuragica.
Le visite rappresenteranno un’opportunità per conoscere le tracce degli insediamenti preistorici e il loro significato nell’evoluzione delle comunità locali.
L’inserimento dei due siti nel programma amplia il racconto storico della manifestazione, che comprenderà così un arco temporale molto esteso.
Dalle testimonianze archeologiche fino alle istituzioni culturali contemporanee, Monumenti aperti proporrà un itinerario attraverso le diverse fasi della storia del territorio.
Piazza Sebastiano Satta e il ricordo del giurista Salvatore Satta
Tra gli spazi pubblici coinvolti nell’iniziativa figura piazza Sebastiano Satta, uno dei luoghi più rappresentativi del centro di Nuoro.
La manifestazione comprenderà anche una tappa nella piazza dedicata al giurista e scrittore Salvatore Satta, situata nel quartiere di San Pietro.
Il percorso consentirà di approfondire il legame tra la città e alcune delle figure che ne hanno segnato la storia intellettuale.
Accanto alla memoria di Grazia Deledda, il programma riserverà quindi attenzione ad altri protagonisti della cultura nuorese.
Le piazze diventeranno parte integrante del racconto urbano, permettendo ai visitatori di conoscere non soltanto i monumenti, ma anche i luoghi che custodiscono la memoria collettiva.
Studenti e associazioni accompagneranno i visitatori
Uno degli elementi centrali dell’edizione 2026 sarà il coinvolgimento diretto della comunità.
Le visite saranno accompagnate dagli studenti di diversi istituti scolastici di Nuoro, impegnati nella presentazione dei luoghi inseriti nel programma.
Parteciperanno gli istituti Asproni-Satta, Ciusa, Chironi-Satta Itc 2 e il Liceo scientifico e linguistico Fermi.
L’iniziativa vedrà inoltre la collaborazione del Consiglio comunale dei ragazzi e di numerose realtà associative.
Tra queste figurano l’associazione Nostra Sennora de Balubirde, il comitato Monte Ortobene Ultima spiaggia, Noorage Srls e l’Associazione mazziniana.
Il contributo di studenti e volontari permetterà di affiancare alla visita dei monumenti un’esperienza di partecipazione attiva.
La manifestazione diventerà così anche un’occasione educativa, attraverso la quale i più giovani potranno contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio cittadino.
Il Comune presenta il ritorno della manifestazione
L’edizione nuorese è stata presentata martedì 3 novembre 2026 in municipio, alla presenza del sindaco Emiliano Fenu e dell’assessora alla Cultura Natascia Demurtas.
All’incontro ha partecipato anche Massimiliano Messina, rappresentante dell’associazione Imago Mundi, promotrice del progetto Monumenti aperti.
Durante la presentazione è stato ricordato il percorso di crescita della manifestazione, nata a Cagliari nel 1997 e successivamente diffusasi in altre località della Sardegna e del territorio nazionale.
Il sindaco Fenu ha sottolineato l’importanza dell’apertura dei luoghi culturali come strumento per rafforzare il rapporto tra cittadini, storia e patrimonio comune.
L’assessora Demurtas ha evidenziato il valore partecipativo dell’iniziativa, che coinvolge istituzioni, scuole e associazioni nella promozione dell’identità locale.
Il ritorno di Monumenti aperti dopo undici anni rappresenta quindi un nuovo appuntamento nel calendario culturale cittadino, con l’obiettivo di rendere maggiormente accessibile la conoscenza del territorio.
Monumenti aperti Nuoro 2026: date e informazioni
La manifestazione si svolgerà sabato 7 e domenica 8 novembre 2026 e comprenderà un itinerario articolato in 14 siti culturali.
Il programma interesserà luoghi del centro storico, istituzioni museali, edifici religiosi e aree archeologiche situate anche fuori dal perimetro urbano.
L’organizzazione è promossa dal Comune di Nuoro nell’ambito del progetto nazionale dell’associazione Imago Mundi Odv.
In Sardegna, l’iniziativa può contare sul contributo della Fondazione di Sardegna e sul patrocinio della Regione Sardegna.
Per due giornate, studenti e volontari accompagneranno cittadini e visitatori alla scoperta di monumenti e spazi che raccontano la storia del capoluogo barbaricino.
Dopo oltre un decennio di assenza, Nuoro torna così a partecipare a un progetto culturale dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione del proprio patrimonio storico e artistico.
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