“Obscene”, arte e attivismo nel Sulcis Iglesiente

Il progetto “Obscene” porta al Villaggio Norman 4 una riflessione visiva sulle ferite ambientali e sociali del Sulcis Iglesiente.

Nel cuore del Sulcis Iglesiente, terra segnata da una lunga storia industriale e mineraria, prende forma “Obscene”, progetto di ricerca e arte visiva nato dall’incontro tra il collettivo Giuseppefraugallery (Eleonora Di Marino, Pino Giampà e Riccardo Oi) e le attiviste Mistress Belle, Jane Grey e Sonia Nowak.

L’iniziativa, sviluppata a partire dalle residenze artistiche del 2024, approda al Villaggio Normann 4 (Gonnesa) con l’obiettivo di costruire una riflessione potente sulle trasformazioni del territorio, sulle sue ferite ambientali e sulle narrazioni sociali che ancora oggi determinano inclusioni ed esclusioni. Un’analisi effettuata da parte del portale Artribune.

Il Sulcis Iglesiente come paesaggio ferito

Il Sulcis Iglesiente porta addosso le tracce profonde di un passato industriale complesso. Per decenni questa parte della Sardegna sud-occidentale è stata uno dei principali poli minerari e metallurgici d’Italia.

A lungo, lavoro, progresso economico e sviluppo produttivo hanno convissuto con il progressivo deterioramento del paesaggio e con ricadute pesanti sulla salute collettiva. Miniere, impianti, scarti e architetture industriali dismesse compongono oggi un paesaggio denso di memoria, ma anche di contraddizioni.

È proprio dentro questo scenario che Obscene sceglie di collocare i corpi e le immagini del proprio racconto.

I codici del fetish come strumento critico

Il progetto utilizza i linguaggi estetici del sex work e del fetish non come semplice provocazione, ma come dispositivo di lettura politica e visiva.

I corpi delle protagoniste vengono posti davanti ai simboli più evidenti dell’antropizzazione estrema del territorio, trasformandosi in presenze capaci di interrompere lo sguardo abituale dell’osservatore.

In questo cortocircuito tra corpo, paesaggio industriale e memoria collettiva, Obscene prova a ribaltare il concetto stesso di oscenità: non più ciò che riguarda la sessualità o i corpi marginalizzati, ma ciò che viene spesso rimosso dallo spazio pubblico, come l’inquinamento, la devastazione ambientale e le disuguaglianze sociali.

Sex work, diritti e rappresentazione

La presenza di Mistress Belle, Jane Grey e Sonia Nowak conferisce al progetto una forte dimensione attivista. Le tre protagoniste sono impegnate da anni nella tutela dei diritti dei sex workers e nella decostruzione degli stereotipi che circondano questo mondo.

Redazione

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