Sanità privata in Sardegna: gli operatori chiedono più fondi e un incontro urgente

Le strutture convenzionate denunciano i tagli della Regione e sollecitano un confronto per garantire servizi essenziali

ospedale

La sanità privata in Sardegna è in fermento. Gli operatori del settore hanno inviato una PEC all’assessore regionale alla Sanità, Armando Bartolazzi, chiedendo un incontro urgente per affrontare la crisi dovuta ai tagli al finanziamento per le strutture convenzionate.

I fondi insufficienti

Per il 2024, il fabbisogno stimato dall’Ares (Azienda regionale per la salute) era di 72,4 milioni di euro, ma la Giunta regionale ha assegnato solo 64 milioni, con un ritardo che ha aggravato ulteriormente la situazione. La riduzione di 8 milioni di euro, secondo gli operatori privati, rende impossibile mantenere il livello di servizi richiesto dai pazienti, aumentando le liste d’attesa.

“Se il finanziamento ordinario fosse sufficiente, non ci sarebbero liste d’attesa,” sottolineano gli operatori, evidenziando come i fondi attuali non permettano di garantire prestazioni essenziali per i cittadini.

La tensione tra Regione e sanità privata

La lettera, annunciata da giorni, è stata redatta dall’avvocato Stefano Porcu, incaricato di rappresentare le centinaia di strutture convenzionate dell’isola. Gli operatori lamentano non solo i tagli, ma anche una gestione tardiva e poco chiara dei fondi, che ha alimentato la tensione tra la Regione e il settore privato.

Porcu ha richiesto una “calendarizzazione cortese e urgente di un incontro” con l’assessore Bartolazzi per discutere possibili correttivi e trovare una soluzione condivisa.

Una sanità in bilico

La crisi della sanità privata sarda si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che coinvolge anche il sistema pubblico. Le liste d’attesa si allungano e i pazienti si trovano spesso costretti a rinunciare alle cure o a rivolgersi altrove. Gli operatori privati sottolineano che, senza un adeguato supporto economico, sarà impossibile continuare a garantire i servizi richiesti.

Questa situazione rappresenta una sfida urgente per la Regione Sardegna, chiamata a conciliare vincoli di bilancio e necessità sanitarie crescenti.

Redazione

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