Oristano tra Medioevo e Modernità: viaggio nella città scomparsa

Il 18 settembre all’Hospitalis Sancti Antoni la conferenza di Maria Grazia Rosaria Mele, promossa dall’ISTAR, ricostruirà strade, quartieri, fortificazioni e porto della Oristano medievale e della prima età moderna.

Com’era Oristano tra il Medioevo e la prima età moderna? Quali erano le sue strade, i suoi quartieri e gli edifici che ne definivano il volto? E quale ruolo ebbe il suo porto nei rapporti con il Mediterraneo?

A queste domande cercherà di rispondere la conferenza “Oristano com’era. La città e il suo porto tra Medioevo ed Età Moderna”, in programma venerdì 18 settembre 2026 alle 18, all’Auditorium dell’Hospitalis Sancti Antoni, con ingresso da via Cagliari.

L’iniziativa è promossa dall’ISTAR con la collaborazione dell’Antiquarium Arborense, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Oristano e della Regione Autonoma della Sardegna.

Una città da ricostruire attraverso le fonti

Protagonista dell’incontro sarà Maria Grazia Rosaria Mele, ricercatrice dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del CNR e studiosa degli insediamenti medievali e moderni, della politica mediterranea della Monarchia ispanica e delle frontiere nella prima età moderna.

La ricostruzione della città passerà attraverso una vasta gamma di testimonianze. Documenti diplomatici, relazioni, concessioni, testamenti, registri patrimoniali, epigrafi, cartografia storica, fotografie e materiali saranno utilizzati per restituire un’immagine articolata dell’antico centro urbano.

Il percorso si baserà inoltre sulle più recenti ricerche archivistiche e sulla rilettura della bibliografia esistente, con l’obiettivo di ricomporre la struttura di una città profondamente modificata dalle trasformazioni politiche che accompagnarono il passaggio dall’epoca giudicale ai domini aragonese e spagnolo.

Strade, palazzi e quartieri della città intramuraria

Il racconto condurrà idealmente il pubblico all’interno della città intramuraria, seguendo le tracce dei luoghi nei quali si concentravano le principali funzioni politiche, religiose ed economiche.

Saranno ripercorsi gli antichi tracciati viari e i quartieri cittadini, da sa ruga Maista a sa ruga de sos Cavalleris, incontrando lungo il percorso palazzi, chiese, conventi e domos solaiadas. Queste ultime erano costruzioni sviluppate su più livelli e realizzate in pietra oppure attraverso l’impiego di mattoni e calce.

La conferenza permetterà inoltre di seguire le tracce del passaggio degli ambasciatori francesi di Luigi I d’Angiò, giunti a Oristano da Ponti Mannu. Il loro itinerario attraversava il borgo dei Figoli, caratterizzato da abitazioni basse in mattoni crudi, fino a raggiungere la torre di Port’a Ponti.

Mura, fossato e il ruolo del porto

Un altro capitolo sarà dedicato alle strutture difensive e al sistema idraulico della città.

Particolare attenzione sarà riservata al fossato che circondava le mura e che veniva alimentato dalle acque del Tirso, insieme ai sistemi utilizzati per il deflusso delle acque.

Al centro della ricostruzione ci sarà infine il porto di Oristano, elemento fondamentale per comprendere i collegamenti della città con il Mediterraneo e le sue relazioni economiche e politiche nel corso dei secoli.

La musica di Gavino Murgia e il disegno di Gabriele Pettinau

La serata sarà accompagnata anche dalla musica di Gavino Murgia, sassofonista nuorese conosciuto a livello internazionale per una ricerca artistica che combina il linguaggio del jazz con la tradizione musicale della Sardegna.

Murgia proporrà anche improvvisazioni ispirate a temi musicali dei codici liturgici arborensi, manoscritti medievali conservati a Oristano.

A completare l’appuntamento sarà l’immagine scelta per l’evento, un disegno di Gabriele Pettinau che, secondo gli organizzatori, combina interpretazione artistica e attenzione alla ricostruzione storica della città.

Un’occasione per riscoprire la storia urbana

“La conferenza si propone come un momento culturale dedicato alla storia della città – sottolinea il Direttore scientifico dell’Istar, Giampaolo Mele -. “Oristano com’era” vuole essere un’occasione di riflessione per riscoprire la città attraverso le tracce lasciate dai secoli, ricomponendo la geografia urbana e il ruolo che Oristano ebbe nella Sardegna giudicale e nei successivi equilibri mediterranei”.

L’incontro sarà introdotto e coordinato da Giampaolo Mele, direttore scientifico dell’ISTAR. I saluti istituzionali saranno affidati a Massimiliano Sanna, Sindaco di Oristano, Simone Prevete, Assessore alla Cultura del Comune di Oristano, Erika Vivian, Presidente dell’ISTAR, e Carla Del Vais, Direttrice dell’Antiquarium Arborense.

Fonte: Comune di Oristano
Redazione

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