Santa Gilla, controlli sulla pesca: sanzioni e sequestri contro il bracconaggio

Il Corpo Forestale ha accertato diverse irregolarità nella laguna cagliaritana. Sequestrate attrezzature utilizzate per la pesca non autorizzata.

Controlli contro la pesca illegale nella laguna di Santa Gilla, dove il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna ha accertato diverse irregolarità durante un’attività di verifica sul territorio.

L’operazione è stata condotta la scorsa settimana dal Reparto Forestale di Cagliari, con il supporto dell’associazione AEOP e degli agenti ittici-zoofili di Sa Illetta, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno del bracconaggio ittico e tutelare una delle aree lagunari più importanti del territorio.

Controlli nell’area demaniale

Le verifiche hanno interessato lo specchio lagunare di Santa Gilla, area demaniale concessa alla pesca esclusiva del Consorzio Ittico Santa Gilla.

Durante l’attività sono stati controllati numerosi pescatori e sono emerse diverse violazioni delle norme che regolano l’attività di pesca.

Gli agenti hanno contestato casi di:

  • pesca senza licenza;
  • pesca all’interno di un’area concessa senza autorizzazione;
  • utilizzo di strumenti non consentiti;
  • impiego di attrezzature professionali prive dei requisiti previsti;
  • uso di strumenti non compatibili con la pesca sportiva.

Per le irregolarità riscontrate sono state elevate tre sanzioni amministrative, per un importo complessivo di 2.300 euro.

Sequestrate attrezzature non conformi

Nel corso dei controlli il personale del Corpo Forestale ha inoltre individuato materiale nascosto nella vegetazione lungo le rive della laguna.

Tra le attrezzature sequestrate figurano:

  • pale;
  • retini;
  • setacci;
  • reti a sciabica;
  • bertovelli irregolari;
  • mute da sub;
  • dispositivi galleggianti modificati per attività di pesca non autorizzata.

Secondo quanto accertato, si trattava di strumenti non conformi alle regole previste per la pesca nell’area.

Tutela della risorsa ittica e dei consumatori

L’intervento rientra nelle attività istituzionali del CFVA dedicate alla protezione delle acque demaniali e dei siti appartenenti alla rete Natura 2000.

La pesca abusiva rappresenta un problema non soltanto per la conservazione delle risorse ittiche, ma anche per il controllo della filiera.

Il prelievo effettuato senza autorizzazione e senza tracciabilità, infatti, impedisce un corretto monitoraggio delle risorse disponibili e rende più difficile la gestione del patrimonio lagunare.

Inoltre, il pescato immesso sul mercato senza verifiche può comportare potenziali rischi per la salute dei consumatori.

L’attività di controllo nella laguna di Santa Gilla proseguirà nell’ambito delle azioni di vigilanza del Corpo Forestale per garantire il rispetto delle norme e la tutela dell’ambiente.

Redazione

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