Cagliari, maltrattamenti e violenza sessuale: imprenditore 52enne assolto

Il Tribunale scagiona un 52enne cagliaritano: «I fatti denunciati non sussistono», respinta la richiesta di condanna a 7 anni e mezzo

Tribunale di Cagliari

È stato assolto da tutte le accuse l’imprenditore cagliaritano di 52 anni finito a processo per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti dell’ex compagna. La decisione è arrivata al termine di un lungo e complesso procedimento giudiziario, conclusosi davanti alla Prima sezione penale del Tribunale, che ha escluso la fondatezza delle contestazioni mosse dall’accusa.

Secondo l’impianto accusatorio, sostenuto dalla Procura, l’uomo avrebbe sottoposto la compagna a ripetute vessazioni durante gli anni di convivenza, arrivando a pretendere prestazioni sessuali non gradite, ritenute dalla donna violente, umilianti e al limite della perversione. Accuse gravi, sulle quali il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 7 anni e mezzo di reclusione.

L’inchiesta era stata coordinata dalla sostituta procuratrice Rossana Allieri. Nelle querele depositate, la donna aveva raccontato di un progressivo cambiamento del compagno dopo l’inizio della relazione, riferendo di toni minacciosi e pressioni psicologiche esercitate, a suo dire, per costringerla ad accettare rapporti sessuali che non desiderava. La presunta vittima aveva inoltre parlato di un clima di paura, legato al timore di perdere la relazione.

Al termine delle indagini preliminari, la Procura aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell’imprenditore, difeso dagli avvocati Carlo Monaldi e Luca Pirastu. In apertura di dibattimento, l’ex compagna si era costituita parte civile, assistita dall’avvocato Marco Fausto Piras, ribadendo le accuse già formulate in fase investigativa.

Nel corso del processo, tuttavia, l’imputato ha sempre respinto con decisione ogni addebito, fornendo una ricostruzione radicalmente diversa dei fatti. Secondo la sua versione, i rapporti con la donna si sarebbero incrinati per motivi economici, e non per presunti maltrattamenti. L’uomo ha sostenuto di aver acquistato una casa per la compagna e di averle prestato circa 90mila euro per l’acquisto di una seconda villetta al mare.

A suo dire, la querela sarebbe stata presentata solo pochi giorni dopo che lui aveva formalmente richiesto, tramite una diffida, la restituzione del denaro prestato. Un elemento che la difesa ha ritenuto centrale per spiegare l’origine delle denunce e che, nel corso del dibattimento, è stato oggetto di approfondimenti e valutazioni da parte del collegio giudicante.

Nonostante nella requisitoria finale il pubblico ministero presente in udienza avesse confermato la richiesta di condanna a 7 anni e mezzo, ritenendo attendibile il racconto della donna, i giudici hanno espresso una valutazione opposta. Con la sentenza pronunciata al termine del processo, il Tribunale ha assolto l’imprenditore da tutte le contestazioni, escludendo che le accuse trovassero riscontro probatorio sufficiente.

La decisione chiude una vicenda giudiziaria particolarmente delicata, segnata da ricostruzioni contrapposte e da accuse di estrema gravità. Con l’assoluzione, viene meno ogni responsabilità penale a carico del 52enne, mentre resta l’amarezza di un conflitto personale e giudiziario che si è protratto per anni.

Redazione

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