Il trasferimento dei detenuti sottoposti al regime del 41 bis continua ad alimentare il dibattito politico in Sardegna. Questa volta al centro della polemica c’è il presunto danno d’immagine internazionale che, secondo il Movimento 5 Stelle Sardegna, deriverebbe dalla scelta di destinare all’Isola una quota rilevante del circuito penitenziario di massima sicurezza.
In una nota, il M5S sostiene che la vicenda avrebbe avuto conseguenze anche sulla percezione esterna della Sardegna, citando articoli pubblicati da alcuni quotidiani britannici.
La denuncia del Movimento 5 Stelle
Secondo il Movimento, la narrazione della Sardegna sui media internazionali sarebbe stata danneggiata dall’associazione tra l’Isola e il trasferimento di detenuti sottoposti al 41 bis.
Il M5S fa riferimento in particolare a servizi del Times e del Sun, sostenendo che la stampa britannica abbia descritto la Sardegna attraverso il paragone con la “Devil’s Island”, la storica colonia penale francese della Guyana.
Per il Movimento si tratterebbe di un’immagine distante da quella costruita negli anni attraverso turismo, cultura, ambiente e promozione del territorio.
“Conseguenze oltre le carceri”
Il M5S sottolinea che la questione non riguarderebbe soltanto l’organizzazione degli istituti penitenziari.
Secondo la forza politica, la scelta del Governo avrebbe effetti anche sulla reputazione della Sardegna all’estero, in un momento in cui operatori economici e istituzioni lavorano per rafforzare il posizionamento internazionale dell’Isola.
“Non si tratta più soltanto di quello che accade dentro le carceri sarde”, sostiene il Movimento, evidenziando il timore che il racconto mediatico possa incidere sulla percezione della destinazione turistica.
Le critiche alla decisione del Governo
Il Movimento 5 Stelle ricorda di aver espresso contrarietà alla concentrazione in Sardegna di una parte significativa dei detenuti sottoposti al 41 bis.
Secondo il M5S, le preoccupazioni sollevate nei mesi scorsi sarebbero state considerate come allarmismo, mentre oggi, con il dibattito arrivato anche sulla stampa internazionale, emergerebbero nuove criticità.
La richiesta rivolta al Governo è quella di riconsiderare la gestione della vicenda e di tenere maggiormente conto degli effetti sul territorio.
Il confronto politico resta aperto
La questione del 41 bis in Sardegna continua quindi a dividere le forze politiche.
Da una parte chi difende l’utilizzo delle strutture penitenziarie sarde come parte dell’organizzazione nazionale del regime speciale, dall’altra chi contesta le modalità della scelta e i possibili effetti sull’immagine dell’Isola.
Il dibattito proseguirà nelle prossime settimane, con al centro il rapporto tra sicurezza nazionale, gestione penitenziaria e tutela della reputazione della Sardegna.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.