Quartu: al Nuraghe Diana tre giorni tra archeologia e memoria

A Quartu Sant'Elena da domani al 13 settembre escursioni, libri e conferenze per raccontare la Sardegna e il suo rapporto con il Mediterraneo.

Prosegue al Nuraghe Diana il calendario di iniziative dedicate alla conoscenza e alla valorizzazione della storia e del patrimonio culturale della Sardegna. Dopo la significativa partecipazione registrata negli appuntamenti della scorsa settimana, da domani, venerdì 11 a domenica 13 settembre il sito ospiterà tre nuove giornate tra archeologia, memoria e cultura, con la partecipazione di archeologi, studiosi e autori.

Il programma alternerà escursioni guidate, presentazioni di libri e conferenze, proponendo al pubblico differenti chiavi di lettura per approfondire la storia dell’Isola e le sue relazioni con il più ampio contesto mediterraneo.

Domani, Venerdì 11 settembre, tra emigrazione e memoria

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 11 settembre alle 18.45, con una visita guidata al Nuraghe Diana accompagnata dall’archeologa Patrizia Zuncheddu.

Alle 20.00 seguirà la presentazione del volume “Desaparecidos. La storia dell’emigrazione sarda in Argentina, testimonianze dei sopravvissuti”, scritto da Stefania Cuccu. Nel corso dell’incontro sarà inoltre proiettato Identità rubata, video realizzato da Florencha Santucho.

Il libro affronta una delle pagine più drammatiche dell’emigrazione sarda del Novecento. Molti sardi si trasferirono in Argentina alla ricerca di migliori condizioni di vita, finendo però coinvolti nel periodo della dittatura militare che interessò il Paese tra il 1976 e il 1983.

Attraverso le testimonianze e i ricordi dei sopravvissuti, il volume ricostruisce le vicende dei desaparecidos, portando alla luce anche le storie di persone di origine sarda vittime della repressione. La memoria diventa così uno strumento per ricostruire il passato, perseguire la verità e trasmettere alle generazioni future un messaggio fondato su pace e rispetto.

Sabato 12 settembre, dal Mediterraneo a Mont’e Prama

La seconda giornata prenderà il via alle 19.00 con una nuova escursione guidata al Nuraghe Diana insieme a Patrizia Zuncheddu.

Alle 20.15 sarà la volta della conferenza “Da Gaza a Gaza passando da Monte Prama. L’archeologo e i massacri”, curata dall’archeologo Alfonso Massimiliano Stiglitz.

Al centro della serata ci sarà uno scaraboide in steatite, rinvenuto nella tomba 25 della necropoli nuragica di Mont’e Prama. Il reperto sarà il punto di partenza per ricostruire una vicenda che mette in relazione la Sardegna con il Mediterraneo: dalla possibile origine dell’oggetto nella Striscia di Gaza, fino al suo arrivo nell’Isola e alla successiva trasformazione in testimonianza archeologica.

La conferenza affronterà inoltre il tema del ruolo dell’archeologia e delle responsabilità degli studiosi di fronte alla distruzione del patrimonio storico e culturale.

Domenica 13 settembre, alla scoperta di Scab’è Arriu

Il programma si concluderà domenica 13 settembre, ancora con un’escursione guidata alle 19.00 insieme a Patrizia Zuncheddu.

Alle 20.15 è prevista la conferenza “L’ipogeo di Scab’è Arriu di Siddi (CA): i rituali funerari e cultuali, il contesto archeologico e le offerte animali”, affidata all’archeozoologa Ornella Fonzo e all’archeologa Emerenziana Usai, già funzionario della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano.

L’appuntamento sarà dedicato all’Ipogeo di Scab’è Arriu di Siddi, una struttura artificiale scavata nella roccia e riconducibile alla tipologia delle Domus de Janas. Il sito rappresenta una testimonianza degli sviluppi culturali che interessarono la Sardegna tra il Neolitico recente e l’Età del Rame.

L’analisi dei materiali associati alle culture di Ozieri, Filigosa e Monte Claro, insieme allo studio dei resti ossei umani e animali rinvenuti nel sito, consentirà di approfondire le pratiche funerarie e cultuali adottate dalle comunità preistoriche dell’Isola.

Un percorso tra storia e patrimonio

Le tre giornate propongono un percorso che attraversa epoche e temi differenti: dalla memoria dell’emigrazione sarda alle testimonianze archeologiche, dai rapporti tra Sardegna e Mediterraneo fino ai rituali delle comunità preistoriche.

Le iniziative offriranno quindi l’opportunità di conoscere il patrimonio dell’Isola attraverso la visita diretta al Nuraghe Diana e il confronto con studiosi, archeologi, ricercatori e autori.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e non è necessaria la prenotazione.

Foto: Comune di Quartu
Redazione

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