Cagliari continua a perdere residenti, mentre cresce il numero delle persone che scelgono di trasferirsi nei Comuni dell’hinterland. Negli ultimi anni il capoluogo sardo ha registrato una diminuzione della popolazione legata a diversi fattori, tra cui il calo demografico generale, la partenza di molti giovani verso altre regioni o all’estero e l’aumento dei costi legati all’abitare.
Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, riferiti al 2024, Cagliari conta 146.692 residenti, oltre 4mila in meno rispetto al 2019. Considerando l’intero periodo, la perdita sfiora le 5mila persone.
Tra le cause principali viene indicato il peso crescente del mercato immobiliare. Affitti più elevati e prezzi delle abitazioni in aumento hanno spinto numerose famiglie a cercare soluzioni più sostenibili economicamente fuori dal capoluogo, scegliendo comuni vicini dove il costo della vita risulta generalmente più contenuto.
Il fenomeno riguarda soprattutto alcune aree dell’area metropolitana. Nello stesso periodo, infatti, hanno registrato un incremento degli abitanti comuni come Capoterra, Uta, Settimo San Pietro ed Elmas, diventati destinazioni sempre più frequenti per chi desidera restare vicino alla città ma con maggiori possibilità dal punto di vista economico.
Il trasferimento verso l’hinterland non rappresenta però necessariamente un allontanamento dalla vita urbana. Molte persone continuano infatti a lavorare, studiare e utilizzare i servizi presenti nel capoluogo, mantenendo un legame quotidiano con Cagliari.
A evidenziare questo aspetto è Luisa Salaris, docente di Demografia all’Università di Cagliari, che invita a leggere i dati anagrafici considerando anche un altro elemento: la differenza tra popolazione residente e popolazione effettivamente presente in città.
«Esiste una popolazione ufficiale registrata all’anagrafe e una popolazione insistente, cioè l’insieme delle persone che frequentano e vivono quotidianamente la città», ha spiegato la docente.
Secondo l’esperta, Cagliari continua a essere un centro fortemente attrattivo, con circa 80mila persone che ogni giorno raggiungono il capoluogo per motivi di lavoro, studio o servizi. Il calo dei residenti, quindi, non rappresenterebbe automaticamente una perdita della funzione urbana della città.
Negli ultimi decenni si è infatti rafforzato il rapporto tra Cagliari e i comuni della Città Metropolitana. La crescita dell’hinterland viene letta come il risultato di una trasformazione degli equilibri abitativi: molte persone scelgono di vivere fuori dal centro principale mantenendo però un rapporto quotidiano con esso.
Il fenomeno della “fuga” dal capoluogo, quindi, appare legato soprattutto alle dinamiche abitative più che a una perdita di attrattività della città. Cagliari resta il principale polo economico, universitario e culturale della Sardegna meridionale, ma una parte della popolazione preferisce spostarsi nei comuni vicini per trovare condizioni più favorevoli.
La sfida per il futuro sarà quella di rendere il capoluogo più accessibile dal punto di vista abitativo, soprattutto per giovani e famiglie, evitando che il costo delle case diventi un ostacolo alla permanenza dei residenti.
Allo stesso tempo, la crescita dell’hinterland richiede una gestione coordinata dei servizi, dei trasporti e della pianificazione urbana, così da accompagnare lo sviluppo di un territorio sempre più integrato.
Cagliari, dunque, perde abitanti registrati ma mantiene un ruolo centrale nella vita quotidiana di migliaia di persone, confermando il legame sempre più stretto tra il capoluogo e i comuni che lo circondano.
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