La Regione Sardegna rafforza le politiche dedicate alla tutela dell’agro-biodiversità e alla valorizzazione delle produzioni identitarie locali, destinando 400 mila euro alla creazione e al sostegno delle Comunità di tutela della biodiversità e del cibo. L’iniziativa mira a favorire reti territoriali collaborative tra agricoltori, allevatori custodi, scuole, enti di ricerca, associazioni, imprese, attività di ristorazione e soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di promuovere la biodiversità agricola e alimentare sarda.
L’Assessore Regionale all’Agricoltura della Sardegna, Francesco Agus, spiega:
“Le Comunità di tutela della biodiversità e del cibo rappresentano uno strumento fondamentale per preservare le diverse agrobiodiversità dei territori sardi e per difendere un patrimonio agricolo, culturale e identitario che appartiene a tutta la Sardegna. Questo intervento è il frutto di un importante lavoro portato avanti dall’Assessorato dell’Agricoltura insieme all’Agenzia Laore Sardegna, individuata come soggetto attuatore della misura, e testimonia l’attenzione che la Regione sta dedicando alla tutela delle nostre identità rurali e delle produzioni locali”.
La dotazione finanziaria è destinata a sostenere progetti per la costituzione e l’avvio delle Comunità di tutela, includendo attività di animazione territoriale, studi e consulenze, iniziative di comunicazione, promozione delle produzioni locali e valorizzazione delle filiere agroalimentari tradizionali. Le domande potranno essere presentate dalle 9 del 18 maggio 2026 fino alle 12 del 31 ottobre 2026, secondo le modalità indicate nell’avviso pubblico.
Secondo l’Assessore Regionale, Agus, le Comunità di Tutela rappresentano anche una risposta concreta al rischio di spopolamento delle aree interne dell’Isola:
“Dove si costruiscono comunità, filiere territoriali e occasioni di lavoro legate alla terra, si crea la possibilità per le persone, soprattutto giovani, di restare o tornare nei propri paesi. Rafforzare le reti locali del cibo significa sostenere la filiera corta, dare valore economico alle produzioni identitarie e accompagnare modelli agricoli più sostenibili, basati su pratiche biologiche e sistemi colturali a basso impatto ambientale, capaci di garantire risparmio idrico, minori emissioni di anidride carbonica e maggiore fertilità dei suoli”.
L’iniziativa conferma l’impegno della Regione nel valorizzare le identità rurali e sostenere agricoltura sostenibile e innovativa, contribuendo al contempo allo sviluppo economico e sociale dei territori locali.
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