La Sardegna sta affrontando una vera e propria emergenza demografica: nel 2023 il tasso di fecondità ha raggiunto il livello più basso mai registrato, con appena 0,91 figli per donna. L’isola è la regione italiana con la fecondità più bassa, al di sotto della media nazionale, che si attesta a 1,20. Senza un’inversione di tendenza, entro il 2061 la popolazione scenderà sotto il milione di abitanti, raggiungendo i 739mila nel 2080, un declino che minaccia l’esistenza stessa della società sarda.
Una popolazione in declino e invecchiata
Il calo delle nascite sta portando a un progressivo spopolamento e invecchiamento della popolazione. Secondo l’Istat, entro il 2050 gli over 65 rappresenteranno oltre il 40% della popolazione sarda, con i giovani che diventeranno sempre più rari, simili ai panda in via d’estinzione. Negli ultimi dieci anni, l’isola ha perso 100mila abitanti, un numero equivalente alla scomparsa di due città come Olbia e Alghero.
Le cause del calo delle nascite
La situazione, già critica da anni, è peggiorata ulteriormente nel 2023. L’esperta di demografia Luisa Salaris sottolinea come il calo della natalità in Sardegna sia legato a diversi fattori, tra cui il precariato lavorativo, la mancanza di stabilità economica tra i giovani e l’aumento dei problemi di infertilità. A questo si aggiungono le nuove esigenze delle donne, che cercano una maggiore affermazione professionale e tendono a rimandare la maternità.
Lo spopolamento delle aree interne
Oltre al problema delle nascite, la Sardegna deve affrontare lo spopolamento delle aree interne. In paesi come Semestene e Sennariolo, quasi due abitazioni su tre sono vuote, mentre a Giave, Bidonì e Ussassai meno del 40% degli edifici è occupato. Questa situazione critica rende difficile la sopravvivenza delle comunità locali e la preservazione del patrimonio culturale e territoriale dell’isola.
Prospettive future e soluzioni
Senza un’inversione di rotta, il futuro demografico della Sardegna appare preoccupante. Le politiche volte a sostenere la natalità, come incentivi economici per le famiglie e supporto all’occupazione giovanile, sono ormai imprescindibili. Inoltre, sarà necessario affrontare il problema dello spopolamento delle aree interne, magari incentivando il rilancio economico e sociale di questi territori per renderli più attrattivi.
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disastro totale in nome di un egoismo e di un sovranismo dilagante.
Spero che gli immigrati ci invadano