Sardegna in grave emergenza siccità: i bacini idrici sfiorano il collasso

Scorte idriche al minimo storico nel Nuorese e Sulcis nonostante le recenti piogge, con preoccupanti ripercussioni su ambiente e comunità

Le piogge delle ultime settimane hanno solo leggermente attenuato la crisi idrica che continua a mettere in ginocchio la Sardegna. La situazione rimane estremamente critica in tutta l’isola, soprattutto nelle aree del Nuorese e del Sulcis, dove i bacini sono quasi a secco, come evidenziato dai dati diffusi dall’Autorità di Bacino della Sardegna nel bollettino idrico di ottobre 2024.

Una riserva idrica drammaticamente ridotta

Al 31 ottobre 2024, le riserve idriche dell’isola si attestano a 725,2 milioni di metri cubi, corrispondenti solo al 39,7% della capacità complessiva, che è di 1.824 milioni di metri cubi. Un confronto con i dati del 2023 rivela l’aggravarsi della situazione: in un anno le scorte sono passate da 936,5 milioni di metri cubi (51,3%) a meno di 750 milioni, segnando un preoccupante calo del 10% in termini di capacità complessiva.

La situazione nei principali bacini

I livelli idrici di diversi invasi stanno scendendo verso soglie critiche. Tra i casi più emblematici, la diga di Maccheronis, situata nel Nuorese e a servizio dei comuni di Torpè, Posada, Budoni, Siniscola e San Teodoro, è praticamente vuota con soli 0,57 milioni di metri cubi d’acqua, pari a appena il 2,47% della sua capacità autorizzata. Sebbene il livello della diga di Pedra e Othoni (Cedrino) sia lievemente migliorato, passando dal 29,8% al 31,8%, l’approvvigionamento idrico rimane insufficiente per le esigenze locali.

Anche nel Sulcis, la situazione è critica: la diga di Medau Zirilimis è completamente vuota, mentre quella di Bau Pressiu ha raggiunto solo il 3,3% della sua capacità. Tuttavia, vi sono alcune aree in cui i livelli di riserva sono leggermente migliori: la diga di Liscia in Gallura dispone del 52,4% della capacità, e bacini come quelli di Gusana (68,1%), Benzone (54%) e Omodeo (62%) del sistema idrico del Tirso mostrano riserve idriche superiori rispetto alle zone più critiche.

Un problema diffuso con alcune eccezioni

Nell’ambito Flumendosa-Campidano e Cixerri, le riserve idriche sono presenti con livelli variabili tra i diversi bacini, dal 6,8% del Flumineddu al 49% del Flumendosa, e percentuali più elevate nei bacini di Fluminimannu (56,8%), Sa forada de s’acqua (67,2%) e Genna is Abis-Rio Cixerri (89,6%). Tuttavia, in termini assoluti, la capacità idrica complessiva rimane insufficiente.

La richiesta di interventi urgenti

L’emergenza siccità in Sardegna è ormai una questione prioritaria, con le comunità che chiedono misure straordinarie per garantire l’approvvigionamento idrico, sia a livello domestico che per l’agricoltura e il settore produttivo. Gli esperti sostengono che sia necessario investire in infrastrutture che ottimizzino la gestione delle risorse idriche, come il potenziamento degli impianti di desalinizzazione e il miglioramento delle reti di distribuzione, per limitare le perdite.

Redazione

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