Sardegna, Todde contro il piano carceri: “Non meritiamo di essere la Caienna d’Italia”

La presidente della Regione Sardegna critica il piano del Governo per il 41 bis, chiedendo un'informativa urgente al Consiglio regionale e un'azione unitaria da parte delle forze politiche.

carcere

La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha espresso oggi la sua ferma opposizione al piano che prevede la destinazione delle carceri di Uta, Bancali e Badu ‘e Carros al regime di 41 bis, sottolineando che la Sardegna non merita di essere considerata “la Caienna d’Italia”. Questo intervento arriva dopo la conferma, contenuta nel verbale della seduta della Conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre, che le tre strutture carcerarie sarde saranno dedicate esclusivamente al regime del 41 bis, con previsioni che la presidente definisce “terrificanti” per l’isola.

In una dichiarazione rilasciata stamattina a Cagliari, Todde ha sottolineato che questo piano rappresenta una minaccia per l’immagine e lo sviluppo della Sardegna. “Quello che bisogna fare adesso è una presa di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, abbandonare i colori e iniziare a difendere la propria terra”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di una risposta unitaria. La presidente ha anche affermato che è essenziale far passare un “messaggio chiaro” che la Sardegna è una terra di sviluppo, non un luogo da considerare come un “penitenziario” o un’area da segregare.

“Non ci meritiamo di essere considerati come la Caienna d’Italia”, ha dichiarato Todde, facendo riferimento al triste destino delle colonie penali. Il suo intervento ha puntato il dito contro coloro che avevano minimizzato le preoccupazioni sollevate riguardo alla destinazione delle carceri sarde per il 41 bis. “È ora di chiedere conto a chi ha parlato di allarmismi”, ha continuato, riferendosi a chi aveva negato l’esistenza di una minaccia per l’isola. La presidente ha evidenziato che il Governo centrale ha mostrato coerenza nelle sue azioni, mentre altri sembrano “vivere in un altro contesto, in un altro pianeta, magari su Marte”, concludendo con un appello a far “atterrare”, metaforicamente, chi non è in sintonia con la realtà sarda.

Todde ha quindi chiesto un’informativa urgente al Consiglio regionale e l’assunzione di una posizione forte e condivisa da tutte le forze politiche per difendere l’isola e il suo futuro, in un periodo in cui gli investimenti e le prospettive economiche sono in crescita. Il suo intervento ribadisce la necessità di tutelare l’immagine e lo sviluppo della Sardegna, lontano dall’idea di essere una “terra di reclusione”.

Redazione

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