Defr 2026-2028, la Sardegna punta su personale e innovazione digitale

Motzo: “Due pilastri della riforma regionale, valorizzazione delle risorse umane e trasformazione tecnologica per una Pubblica Amministrazione più efficiente”

La 1ª Commissione del Consiglio regionale ha discusso il Documento di economia e finanza regionale 2026-2028, confermando l’impegno della Regione Sardegna nel rafforzamento della macchina amministrativa e nella modernizzazione digitale. L’assessora degli Affari generali, personale e riforma, Mariaelena Motzo, ha presentato le linee strategiche per i prossimi anni, sottolineando la centralità del benessere del personale e della trasformazione digitale come leve per un’amministrazione inclusiva ed efficace.

Valorizzazione del personale

Sul fronte delle risorse umane, l’assessora ha delineato un processo di riforma integrata che prevede:

  • riclassificazione dei profili professionali, attesa da oltre vent’anni, con uno stanziamento di 12 milioni di euro l’anno dal 2025 al 2027;

  • rinnovo contrattuale per la parte normativa;

  • implementazione dei sistemi di valutazione della performance;

  • potenziamento della formazione multilivello.

Particolare attenzione sarà riservata alle politiche di benessere organizzativo, attraverso il nuovo regolamento del Comitato Unico di Garanzia e l’adesione alla certificazione Family Audit, che promuove la conciliazione tra vita privata e professionale.

«Un’amministrazione moderna non può prescindere da personale qualificato e motivato – ha dichiarato Motzo –. Queste risorse ci permettono di sostenere la crescita delle competenze, favorire la formazione e garantire un miglior equilibrio tra lavoro e vita privata».

Innovazione digitale

Accanto al capitale umano, la Regione investirà 27,9 milioni di euro già nel 2025 per progetti di data strategy, potenziamento del Data Center e iniziative di cybersicurezza per gli enti locali (tra cui il progetto Cyber2com, dedicato alla formazione degli amministratori). È inoltre previsto lo sviluppo del Gemello Digitale della Sardegna, strumento innovativo per la gestione del territorio.

Per i Comuni sono stati stanziati:

  • 10 milioni di euro per la digitalizzazione degli archivi comunali, con l’obiettivo di rendere i dati fruibili e interoperabili;

  • 3 milioni di euro per i punti di facilitazione digitale, a supporto soprattutto delle fasce più fragili della popolazione;

  • 3 milioni di euro per progetti sulla cybersicurezza nelle scuole secondarie di primo grado.

«Il nostro obiettivo è un’Isola iperconnessa e all’avanguardia – ha ribadito l’assessora –. La digitalizzazione aiuta a rendere più immediati i servizi per i cittadini, più sicura la gestione dei dati e più efficaci le amministrazioni locali. Ma è anche uno strumento contro lo spopolamento, perché consente ai lavoratori digitali di scegliere la Sardegna come luogo dove vivere e lavorare a distanza».

Una strategia integrata

L’assessorato mette al centro la sinergia tra valorizzazione delle persone e innovazione tecnologica, disegnando un modello amministrativo capace di rispondere in modo rapido, trasparente e qualificato alle esigenze della comunità.

«Personale motivato e infrastrutture digitali sono i due pilastri della nostra riforma – ha concluso Motzo –. Vogliamo rafforzare la fiducia dei cittadini, generare valore pubblico e fare della Regione un punto di riferimento per famiglie, imprese e istituzioni».

Redazione

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