“Il comportamento e le dichiarazioni della Glencore sono inaccettabili, soprattutto considerando i decenni di utili realizzati sull’Isola e le promesse di rilancio degli stabilimenti mai mantenute”, ha dichiarato Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, durante la visita dei ministri Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) ed Elvira Calderone (Lavoro) a Portovesme.
L’incontro si è tenuto in un clima di forte preoccupazione per il futuro degli stabilimenti della Portovesme Srl, dove 1200 lavoratori rischiano il posto di lavoro a causa dell’interruzione della linea di produzione dello zinco, anticipata al 23 dicembre.
Una questione nazionale
Secondo Truzzu, il Governo ha dimostrato una chiara visione di politica industriale, classificando zinco e piombo come produzioni strategiche per il Paese e ponendo condizioni precise alla Glencore per la continuità produttiva. “Siamo al fianco del Governo che si è attivato prontamente per affrontare questa crisi complessa e ha richiamato l’azienda alle sue responsabilità sociali, finora disattese”, ha affermato.
Un territorio già in crisi
Il capogruppo ha evidenziato come la crisi di Portovesme colpisca in particolare un territorio già fragile sotto il profilo socio-economico e ambientale, ma con implicazioni che riguardano l’intero sistema produttivo nazionale.
“La difesa dei posti di lavoro deve essere la priorità”, ha sottolineato, invitando la Glencore a rispettare i suoi impegni.
Verso una soluzione
Durante la visita a Portovesme, i ministri Urso e Calderone hanno incontrato rappresentanti locali e sindacati per discutere le misure necessarie a salvaguardare l’occupazione e rilanciare il sito produttivo. La Regione Sardegna, rappresentata dalla presidente Alessandra Todde, si è unita al pressing sull’azienda, sottolineando l’importanza di un piano industriale solido e sostenibile per il futuro del territorio.
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