“Facciamo squadra”, a Cagliari il confronto FIGC-LND su educazione e calcio

A Cagliari l’incontro “Dalla tribuna alla panchina” del CR Sardegna FIGC LND: tecnici e genitori a confronto sul ruolo educativo del calcio.

calcetto

Facciamo squadra” è stata una delle espressioni più significative emerse durante l’incontro promosso dal CR Sardegna FIGC LND, svoltosi giovedì scorso negli spazi del Seminario Arcivescovile di Cagliari. L’appuntamento, dal titolo “Dalla tribuna alla panchina, un unico obiettivo”, ha registrato una partecipazione ampia e attenta, confermandosi come un momento di riflessione condivisa sul ruolo educativo del calcio dilettantistico.

L’iniziativa era rivolta in particolare a tecnici e genitori, figure centrali nel percorso di crescita dei giovani atleti tesserati nelle società regionali. L’obiettivo dichiarato è stato quello di favorire un confronto costruttivo, capace di stimolare consapevolezza e responsabilità in chi, quotidianamente, accompagna i ragazzi dentro e fuori dal campo. Il messaggio emerso con chiarezza è che la formazione sportiva non si esaurisce nella prestazione, ma passa anche – e soprattutto – dall’ambiente che circonda l’atleta.

A guidare la riflessione è stato Riccardo Pazzona, psicologo dello sport, intervenuto in qualità di relatore. Il dibattito è stato moderato da Fabrizio d’Elia, consigliere del Direttivo del CR Sardegna FIGC LND, mentre i lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali del Presidente del CR Sardegna e Vicepresidente LND, Gianni Cadoni, che ha sottolineato l’importanza di iniziative capaci di rafforzare il dialogo tra tutte le componenti del mondo dilettantistico.

Nel suo intervento introduttivo, d’Elia ha ribadito un concetto chiave: la società sportiva è, a tutti gli effetti, un’agenzia educativa. Oggi, più che in passato, alle società viene richiesto di svolgere un ruolo che va oltre l’aspetto tecnico e agonistico. Attraverso il calcio, infatti, si trasmettono valori fondamentali come il rispetto delle regole, degli avversari, dei compagni di squadra e degli arbitri, anche quando le decisioni prese possono apparire ingiuste o difficili da accettare.

Uno dei temi centrali dell’incontro è stato proprio quello della definizione dei ruoli. Allenatori, dirigenti e genitori sono chiamati a svolgere funzioni diverse ma complementari. Quando questi confini si confondono, il rischio è quello di generare tensioni, incomprensioni e pressioni inutili sui ragazzi. Chiarezza e coerenza educativa diventano quindi elementi indispensabili per garantire un ambiente sano e formativo.

Redazione

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