Il quadro dei giovani in Sardegna presenta luci e ombre, tra progressi sul fronte educativo e allarmi su natalità, salute e povertà. A delinearlo è la terza edizione del rapporto “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – I dati regione per regione”, pubblicato ogni tre anni dal Gruppo CRC e presentato a Cagliari nella sala Transatlantico del Consiglio regionale.
Demografia in calo e natalità ai minimi
I bambini e gli adolescenti rappresentano solo il 12,7% della popolazione sarda, la percentuale più bassa d’Italia, in discesa di 0,6 punti rispetto al precedente monitoraggio. Anche il tasso di natalità si conferma il più basso a livello nazionale: 4,6 nati per mille abitanti, ben al di sotto della media italiana. Le famiglie numerose sono rare (solo il 2,8% ha cinque o più componenti), mentre quelle monogenitoriali toccano il 22,5%, la quota più alta tra tutte le regioni, anche se in lieve calo.
Povertà infantile in crescita
La povertà colpisce in modo marcato i minori: il 32,9% vive in condizioni di povertà relativa, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale (22,2%) e in peggioramento rispetto al precedente rilevamento. Questo dato sottolinea l’urgenza di politiche mirate per contrastare l’esclusione sociale.
Salute sotto pressione
Sul fronte sanitario, la Sardegna dispone di 12 punti nascita, ma oltre la metà registra meno di 500 parti l’anno, indice di criticità nella distribuzione dei servizi. La percentuale di cesarei si attesta al 35%, sopra la media nazionale. Il numero dei pediatri continua a calare: da 187 a 152. I posti letto per ricovero ordinario in neuropsichiatria infantile sono solo 15.
Le coperture vaccinali sono inferiori agli standard raccomandati: 92,6% per la Polio e 93,4% per il Morbillo, entrambe sotto il 95% richiesto, e con trend in calo. Nonostante il tasso di obesità infantile sia relativamente contenuto (6,7%), è in crescita. Preoccupa anche il dato sul fumo: l’11,1% dei giovani tra 14 e 19 anni ha l’abitudine al tabacco.
Educazione e servizi: miglioramenti significativi
Segnali positivi arrivano dall’ambito educativo: i comuni coperti da servizi socioeducativi per la prima infanzia sono il 39%, in netto aumento rispetto al 25,2% del precedente rapporto. Anche il numero di posti per bimbi da 0 a 2 anni è cresciuto, superando la media italiana.
Tempo libero tra libri e sport
Il 52,4% dei ragazzi tra 6 e 17 anni legge libri nel tempo libero, un dato in linea con la media nazionale e in crescita. Sul fronte sportivo, il 62,8% dei giovani tra i 3 e i 17 anni pratica attività fisica, un valore superiore alla media nazionale, ma in leggera flessione rispetto al passato.
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