Stretta della Direzione marittima di Olbia sul fenomeno del prelievo non autorizzato di acqua di mare per alimentare piscine private. La Guardia Costiera ha avviato una vasta operazione di controllo lungo il litorale compreso tra Olbia e Arzachena, dopo alcune segnalazioni relative alla presenza di tubazioni installate direttamente sull’arenile e collegate a strutture residenziali.
L’intervento più rilevante è stato effettuato a Cala Bitta, dove il personale della Capitaneria di La Maddalena ha eseguito un provvedimento di sequestro disposto dal gip del Tribunale di Tempio, su richiesta della pubblica accusa. L’operazione ha portato all’individuazione e al blocco di un sistema di condotte utilizzate per il prelievo di acqua marina, insieme alle opere connesse realizzate nella fascia costiera sottoposta a vincolo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le infrastrutture sarebbero state installate senza autorizzazione all’interno della fascia dei 300 metri dal demanio marittimo, area tutelata da specifici vincoli ambientali e paesaggistici. Le tubazioni, in particolare, sarebbero state utilizzate per alimentare piscine private di strutture ricettive e abitazioni della zona.
Il provvedimento giudiziario ha portato al sequestro delle opere e delle condotte, considerate prive dei necessari titoli autorizzativi. Nell’ambito dell’inchiesta, tre persone sono state segnalate alla Procura di Tempio, con contestazioni legate a presunte violazioni edilizie e all’occupazione non consentita di aree demaniali.
L’operazione si inserisce in un più ampio piano di monitoraggio del territorio costiero, volto a verificare la regolarità degli interventi edilizi e degli impianti installati lungo una delle aree più sensibili dal punto di vista ambientale della Sardegna nord-orientale.
Le verifiche, infatti, non si sarebbero concluse con il solo intervento di Cala Bitta: gli inquirenti stanno estendendo i controlli anche ad altri tratti del litorale, dove sarebbero state individuate ulteriori situazioni analoghe. In particolare, si sospetta la presenza di condotte e allacci non autorizzati in ville e complessi residenziali, utilizzati per il prelievo diretto di acqua di mare.
L’attività della Guardia Costiera punta ora a chiarire l’estensione del fenomeno e a verificare eventuali responsabilità diffuse, in un contesto in cui la pressione urbanistica sulle aree costiere si intreccia con la tutela del demanio marittimo e delle normative ambientali.
L’operazione rappresenta un nuovo intervento di contrasto alle occupazioni abusive e agli utilizzi impropri del litorale, con particolare attenzione alla salvaguardia del patrimonio costiero e al rispetto delle autorizzazioni previste dalla legge.
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