È diventato un caso politico il diverbio avvenuto domenica all’ecocentro di Galboneddu, dove è stato coinvolto l’assessore comunale Enrico Daga. La vicenda ha sollevato le critiche delle opposizioni, con Fratelli d’Italia e Forza Italia che chiedono al sindaco Raimondo Cacciotto di fare chiarezza sull’accaduto e di valutare eventuali provvedimenti.
Al centro della contestazione c’è il comportamento che l’assessore avrebbe avuto durante un confronto con un operatore della struttura. Secondo i gruppi di opposizione, Daga avrebbe fatto valere il proprio ruolo istituzionale in modo inappropriato, assumendo un atteggiamento considerato incompatibile con la funzione ricoperta. Nessuno sostiene che sia stata pronunciata la frase “Lei non sa chi sono io”, ma per le forze politiche di minoranza rappresenterebbe il senso dell’atteggiamento contestato.
Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno quindi chiesto al primo cittadino di verificare la dinamica dei fatti e, nel caso in cui le accuse trovassero conferma, di procedere con la revoca delle deleghe assegnate all’assessore. La richiesta nasce dalla volontà, secondo le opposizioni, di tutelare il ruolo istituzionale e il rapporto tra amministrazione e cittadini.
Di diverso tenore è la versione fornita dallo stesso Daga, che ha ricostruito l’episodio fornendo la propria spiegazione. L’assessore ha raccontato di essersi recato durante la giornata negli ecocentri cittadini per conferire un carico di sfalci. Dopo aver trovato il cassone di Ungias Galanté già pieno, avrebbe deciso di spostarsi nella struttura di Galboneddu.
Proprio in quel contesto sarebbe nato il confronto con un operatore, legato alle modalità di accesso all’area di scarico. Daga ha ammesso che la discussione abbia assunto toni più accesi, ma ha respinto con fermezza l’idea di aver cercato privilegi o trattamenti diversi rispetto alle regole previste per tutti gli utenti.
L’assessore ha definito la ricostruzione diffusa dalle opposizioni una rappresentazione non corretta dell’accaduto, sottolineando di non aver mai preteso agevolazioni legate al proprio incarico. Ha inoltre evidenziato una contraddizione nella richiesta di dimissioni avanzata dai gruppi politici, considerando che gli stessi comunicati parlano di una vicenda ancora da accertare.
La questione resta ora al centro del dibattito politico cittadino. Il sindaco Cacciotto dovrà valutare gli elementi disponibili e chiarire eventuali responsabilità, mentre le opposizioni insistono sulla necessità di una verifica approfondita. L’assessore, dal canto suo, ribadisce la propria versione dei fatti e rivendica di aver agito nel rispetto delle procedure.
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