Macomer, 5 milioni per il centro intergenerazionale ma resta il nodo della strada

Il Comune punta alla riconversione dell’ex struttura delle suore salesiane con 60 posti letto e un centro diurno per anziani. L’accesso all’immobile, però, passa attraverso uno stradello ancora privato

progetto

Un investimento da circa cinque milioni di euro per creare a Macomer un nuovo polo socio-assistenziale destinato anche alla popolazione anziana. Il progetto riguarda la riconversione della struttura situata nei pressi di viale Pietro Nenni, conosciuta in passato come Madonna di Bonaria, dove per circa sessant’anni hanno operato le suore salesiane Figlie di Maria Ausiliatrice.

Il Comune ha acquistato l’immobile con l’obiettivo di trasformarlo in un centro intergenerazionale, attraverso un importante programma di riqualificazione. Il piano prevede una Comunità integrata con 60 posti letto, un centro diurno rivolto agli anziani e gli spazi nei quali è già operativo il centro comunale di aggregazione sociale.

Accanto alle dimensioni dell’investimento emerge però una questione ancora da definire: la strada attraverso la quale si raggiunge la struttura risulta privata e necessita di interventi e regolamentazione.

Una struttura con 60 posti letto

Il progetto dell’amministrazione punta alla realizzazione di un polo in grado di concentrare differenti servizi sociali e assistenziali.

Per la ristrutturazione dell’immobile è previsto un investimento nell’ordine dei cinque milioni di euro, mentre la durata della concessione potrà variare da un minimo di 15 fino a un massimo di 50 anni.

L’intervento comprende lavori sulla struttura e sugli impianti, oltre alla realizzazione degli spazi necessari per ospitare la Comunità integrata e le attività diurne.

L’operazione consentirebbe così di restituire una nuova funzione a un edificio che per decenni ha avuto un ruolo nella vita della comunità locale, trasformandolo in un centro dedicato all’assistenza e alla socialità.

Resta tuttavia da affrontare il problema relativo alla viabilità esterna.

Lo stradello di accesso è ancora privato

Per arrivare all’immobile è necessario percorrere una strada che attualmente si presenta dissestata, senza marciapiedi e priva delle infrastrutture necessarie. Un elemento particolarmente rilevante considerando la futura destinazione della struttura.

La proprietà dello stradello è ancora privata e fa capo alla famiglia Albano, storicamente legata all’area nella quale si trova l’edificio. Proprio questa zona è infatti conosciuta anche come “Pineta Albano”.

La famiglia aveva donato nel 1963 l’area alle suore salesiane, che vi hanno successivamente svolto la propria attività per circa sessant’anni.

La questione torna ora in primo piano con il progetto del nuovo centro intergenerazionale. Secondo quanto evidenziato, infatti, nel progetto comunale non sarebbe presente uno specifico riferimento alla sistemazione e alla regolamentazione della strada di accesso.

Un aspetto che assume particolare importanza in considerazione del numero e delle caratteristiche delle persone che potrebbero utilizzare quotidianamente la struttura.

Il problema dell’accessibilità per anziani e mezzi di soccorso

Con una Comunità integrata da 60 posti letto, la strada dovrebbe essere utilizzata ogni giorno non soltanto dagli ospiti, ma anche da familiari, personale, fornitori e mezzi di servizio.

Particolare attenzione riguarda inoltre l’accessibilità per ambulanze e altri veicoli di emergenza, oltre alla possibilità per gli anziani di raggiungere e lasciare la struttura in condizioni adeguate di sicurezza.

La futura viabilità rappresenta quindi uno dei punti ancora da affrontare parallelamente alla riqualificazione dell’immobile.

L’investimento programmato punta infatti a realizzare un polo socio-assistenziale di rilievo, ma la piena funzionalità della struttura richiederà anche un collegamento stradale adeguato alla destinazione prevista per l’edificio.

Albano scrive al Comune: «Disponibile a cedere la strada»

A intervenire sulla questione è stato Francesco Albano, proprietario del fondo antistante e dello stradello utilizzato per raggiungere l’immobile.

Albano ha comunicato di aver inviato una Pec formale al Comune, nella quale ha espresso apprezzamento per l’iniziativa dell’amministrazione e, contemporaneamente, ha posto il tema della viabilità.

Il proprietario ha manifestato la propria disponibilità ad avviare un confronto con il Comune e anche a cedere lo stradello, sottolineando però la necessità di regolamentare la situazione.

La disponibilità dichiarata potrebbe quindi rappresentare il punto di partenza per trovare una soluzione condivisa, considerando l’interesse pubblico collegato alla futura destinazione dell’immobile.

Un investimento importante per Macomer

Il progetto del centro intergenerazionale rappresenta un intervento significativo per Macomer sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo dei servizi sociali.

La riconversione della storica struttura delle Figlie di Maria Ausiliatrice consentirebbe di realizzare un nuovo spazio dedicato agli anziani e all’aggregazione, con una capacità ricettiva importante e differenti servizi concentrati nello stesso complesso.

Prima della piena realizzazione dell’operazione resta però da sciogliere il nodo dell’accesso. La disponibilità manifestata dal proprietario apre alla possibilità di un confronto con l’amministrazione comunale per definire proprietà, utilizzo e futura sistemazione della strada.

La riqualificazione dell’edificio e quella della viabilità dovranno quindi procedere tenendo conto delle esigenze di sicurezza e accessibilità dei futuri ospiti, oltre che degli operatori, dei familiari e dei mezzi chiamati quotidianamente a raggiungere il centro.

Redazione

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