Sassari, la morte di William Manca: due indagati a un anno dalla scomparsa

La procura chiude le indagini sul decesso del 45enne sassarese trovato senza vita nelle campagne di Bancali: contestati omicidio colposo, occultamento di cadavere e droga

carabinieri

A un anno dalla morte di William Manca, 45enne sassarese trovato senza vita nelle campagne di Bancali, l’inchiesta della Procura della Repubblica sembra arrivata a una fase decisiva. Sono due le persone raggiunte dall’avviso di conclusione delle indagini notificato a fine giugno: Antonio Altamura, 50 anni, e Francesco Garau, 38 anni.

Il pubblico ministero Angelo Beccu contesta ai due indagati ipotesi di reato differenti. Per Altamura viene ipotizzato l’omicidio colposo e l’occultamento di cadavere, mentre per Garau viene contestato il traffico e la detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le ultime ore di vita di Manca sarebbero state trascorse tra il centro storico di Sassari, Li Punti e infine la zona di Bancali, dove il corpo del 45enne venne ritrovato il 10 settembre, dopo la scomparsa avvenuta nei giorni precedenti.

Le indagini condotte dai carabinieri, coordinate dalla Procura, si sono concentrate in particolare sulla notte tra il 6 e il 7 settembre, quando William avrebbe trascorso parte della serata insieme ad altre persone. Gli accertamenti non avrebbero portato al coinvolgimento degli altri presenti, mentre l’attenzione degli inquirenti si è concentrata sui due attuali indagati.

L’ipotesi accusatoria ricostruisce una possibile sequenza nella quale Manca avrebbe accusato un malore, forse collegato a sostanze assunte in precedenza. Secondo la ricostruzione della procura, la persona che si trovava con lui non avrebbe richiesto immediatamente l’intervento dei soccorsi, accompagnandolo invece in un’altra zona della frazione di Bancali, dove il 45enne sarebbe poi deceduto.

Nel giorno dell’anniversario della morte, nella chiesa di Sant’Apollinare, è stata celebrata una messa in memoria di William. Durante l’omelia, don Eugenio Cavallo ha ricordato la vicenda umana del 45enne, soffermandosi sul senso di solitudine che avrebbe caratterizzato gli ultimi momenti della sua vita.

L’inchiesta ora entra nella fase successiva, con la chiusura delle indagini che apre la strada alle valutazioni della magistratura sulle eventuali responsabilità penali.

Redazione

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