Negli ultimi tre giorni, una serie di furti ha colpito diverse attività commerciali nella città di Cagliari, suscitando preoccupazione tra gli imprenditori locali. Il Ristorante e Tapas bar “Experience Sea Food”, gestito da Valentina Melis e situato nel vivace viale Poetto, è stato uno dei primi a subire questi attacchi. Altri esercizi come il Good, il BarTolomeo nella piazza San Bartolomeo e la Bisteccheria Redservice in via Procida sono stati anch’essi presi di mira dal malintenzionato.
La tensione è palpabile non solo nel Quartiere del Sole ma anche in quello di San Bartolomeo, dove si registra un aumento della criminalità. Secondo alcune testimonianze, il sospetto principale è un uomo di origine rumena, descritto come alto, magro, con capelli neri, corti e ricci. Pare che questo individuo agisca prevalentemente da solo, sebbene in alcune occasioni sia stato visto in compagnia di altri. Si vocifera che gli oggetti rubati vengano poi venduti al mercatino di Sant’Elia.
La titolare del Tapas Bar e Ristorante di viale Poetto, Valentina Melis, ha già presentato denuncia alla Polizia, fornendo anche i filmati delle telecamere di sicurezza. Ha sottolineato inoltre che oltre al furto ha strappato le tende, provocando danni ancora più significativi. Ha poi ribadito che il ladro, una volta all’interno del locale, ha rubato tutto ciò che poteva, causando perdite ingenti, ha denunciato l’imprenditrice, esprimendo frustrazione per la difficoltà di arrestare il colpevole senza coglierlo sul fatto.
La solidarietà non si è fatta attendere sui social network, dove altri commercianti e ristoratori, alcuni dei quali hanno già subito furti in passato, hanno condiviso i loro pensieri. La preoccupazione per la sicurezza in città è evidente e molti si sentono lasciati soli a fronteggiare questa ondata di criminalità.
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A questo punto forse è meglio mettere ad ogni metro delle web cam, e chi se ne frega se uno viene ripreso, solo chi ha qualcosa da nascondere può dire no e sbandierare la privacy. Certo che una sana bastonata a questi ladri potrebbe essere terapeutica con affissione della sua faccia nel suo paese di origine( nel caso di immigrati ed esterni) e poi se ci sono le prove della colpevolezza niente domiciliari, dritto in carcere.