La presenza della criminalità organizzata in Gallura non sarebbe più soltanto un rischio ipotetico, ma un fenomeno monitorato attraverso diverse attività investigative. Secondo gli elementi raccolti in alcune inchieste in corso e nelle informative della Guardia di Finanza, alcuni gruppi criminali avrebbero spostato l’attenzione dal traffico di droga agli investimenti nelle attività economiche locali, puntando soprattutto sui settori collegati al turismo e alla ristorazione.
L’interesse delle organizzazioni criminali non riguarderebbe principalmente il controllo della distribuzione della cocaina sul territorio, ma la possibilità di inserirsi in maniera più discreta nel sistema imprenditoriale della fascia costiera. Negli ultimi anni, secondo quanto emerge dalle indagini, persone ritenute vicine a gruppi criminali dell’area napoletana e della provincia di Palermo avrebbero acquisito bar e ristoranti e tentato di entrare in società attive nel settore dell’accoglienza, come piccoli alberghi e bed & breakfast.
Il modello di infiltrazione individuato dagli investigatori sarebbe caratterizzato da operazioni di dimensioni limitate, lontane dai grandi investimenti immobiliari che in passato attiravano maggiormente l’attenzione. L’obiettivo sarebbe quello di costruire una presenza stabile attraverso rapporti con operatori locali e attività apparentemente ordinarie.
La Guardia di Finanza avrebbe individuato movimenti finanziari considerati anomali, con volumi di fatturazione ritenuti significativi rispetto alle dimensioni delle imprese coinvolte, in grado di generare disponibilità economiche su conti collegati a piccole realtà commerciali. Le verifiche riguarderebbero soggetti operativi in diversi centri della Gallura, tra cui Olbia, Palau, Santa Teresa e Tempio.
Un altro settore sotto osservazione è quello della nautica. Le attività investigative avrebbero evidenziato l’interesse verso capannoni, strutture di rimessaggio e immobili destinati alla custodia delle imbarcazioni, considerati potenzialmente utili per movimentare beni o denaro lontano dai controlli più intensi presenti negli scali portuali.
Gli investigatori stanno inoltre analizzando possibili meccanismi basati su fatture per operazioni inesistenti, investimenti in piccole attività turistiche e utilizzo di prestanome. La strategia ipotizzata non sarebbe quella di un controllo evidente del territorio, ma di un ingresso graduale nel tessuto economico attraverso rapporti apparentemente ordinari.
La Gallura, grazie alla sua forte attrattività turistica e al volume economico generato soprattutto nei mesi estivi, resta quindi un’area considerata sensibile. Le indagini in corso puntano a individuare eventuali collegamenti tra capitali di origine sospetta e attività imprenditoriali locali, con l’obiettivo di prevenire un consolidamento della presenza criminale nel territorio.
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