Una storia di tutela ambientale e collaborazione tra uomo e natura arriva da Pula, dove Henrietta, un esemplare di tartaruga marina Caretta caretta di circa 35 anni, è tornata a nuotare libera nelle acque della Sardegna dopo un delicato intervento di recupero.
La vicenda ha avuto inizio nei primi giorni di maggio nelle acque davanti a Capo di Pula. La tartaruga era rimasta accidentalmente intrappolata nelle reti del pescatore professionista Mario Mangano. L’episodio avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia, ma il tempestivo intervento del pescatore ha permesso di salvare l’animale.
Dopo essersi accorto della presenza della tartaruga nelle reti, Mangano ha scelto di non ignorare la situazione e ha immediatamente contattato gli operatori del Centro Recupero Tartarughe Marine (Crtm) della Laguna di Nora. La segnalazione tempestiva ha consentito ai biologi marini di intervenire rapidamente e di avviare le cure necessarie per garantire la sopravvivenza dell’animale.
Al momento del recupero, Henrietta non mostrava particolari lesioni esterne. Tuttavia, gli specialisti hanno individuato una problematica molto più grave e difficile da riconoscere: l’ingestione di plastica.
Dopo alcuni giorni di monitoraggio all’interno del centro di recupero, la tartaruga ha iniziato a espellere una grande quantità di rifiuti plastici presenti nell’apparato digerente.
I biologi del Crtm hanno evidenziato le conseguenze estremamente dannose dell’inquinamento marino sulla fauna. La plastica ingerita dalle tartarughe può compromettere il funzionamento dell’intestino, alterare l’equilibrio della flora batterica, indebolire le difese immunitarie e provocare il rilascio di sostanze tossiche.
Il problema non riguarda soltanto i danni fisici provocati dai materiali ingeriti. I rifiuti plastici possono infatti ingannare gli animali, creando una falsa sensazione di sazietà che impedisce loro di alimentarsi correttamente. Inoltre, l’accumulo di gas nell’intestino può compromettere la capacità della tartaruga di immergersi e di muoversi alla ricerca di cibo, costringendola a rimanere in superficie in condizioni di grave difficoltà.
Nel caso di Henrietta, il percorso di recupero è proseguito per diverse settimane sotto la supervisione degli esperti del centro. Le cure hanno permesso di eliminare completamente il materiale estraneo dall’apparato digerente e di ristabilire condizioni di salute ottimali. Il recupero delle normali funzioni dell’organismo ha consentito alla tartaruga di affrontare nuovamente la vita in mare aperto.
Dopo la completa guarigione è arrivato il momento della liberazione. Henrietta è stata riportata nel suo ambiente naturale ed è tornata a nuotare lungo la costa sarda, concludendo positivamente una vicenda iniziata con un pericolo e terminata grazie all’impegno di cittadini ed esperti.
L’Amministrazione Comunale di Pula ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto e ha rivolto un ringraziamento particolare a Mario Mangano, il cui comportamento responsabile si è rivelato fondamentale per il salvataggio della tartaruga.
Le autorità ricordano inoltre l’importanza del ruolo dei cittadini nella protezione della fauna marina. In presenza di una tartaruga in difficoltà, oppure nel caso di un esemplare che presenta un comportamento anomalo come un galleggiamento insolito, è necessario contattare tempestivamente i numeri di emergenza dedicati: 1515 o 1530.
Una segnalazione effettuata rapidamente può rappresentare un contributo decisivo per salvare la vita di un animale marino e favorire la tutela degli ecosistemi.
Foto: Comune di Pula
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