Il Parco naturale regionale di Gutturu Mannu compie un passo decisivo verso una gestione più strutturata del proprio territorio. La Giunta regionale ha infatti adottato il Piano del Parco, corredato dalla documentazione tecnica, normativa e cartografica, completando un passaggio fondamentale per la tutela e la valorizzazione dell’area protetta.
Il provvedimento, proposto dall’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, rappresenta il risultato del percorso portato avanti dall’Assemblea del Parco e dai sindaci dei dieci Comuni coinvolti, con l’obiettivo di costruire un modello condiviso capace di coniugare conservazione ambientale, sviluppo locale e opportunità economiche.
“È un traguardo di straordinaria importanza, raggiunto grazie al prezioso lavoro dei sindaci e alla loro capacità di costruire una visione comune, superando particolarismi e componendo le diverse esigenze dei territori”, dichiara l’assessora Laconi.
Il Piano riguarda un territorio di 18.029 ettari distribuito nei Comuni di Assemini, Capoterra, Domus de Maria, Pula, Santadi, Sarroch, Siliqua, Teulada, Uta e Villa San Pietro. L’area custodisce un patrimonio ambientale e storico-culturale di grande valore, caratterizzato dalla più estesa foresta di sclerofille del bacino del Mediterraneo, oltre alla presenza di habitat e specie riconosciute di interesse comunitario.
Un progetto condiviso tra tutela e sviluppo del territorio
L’adozione del Piano arriva al termine di un articolato processo di confronto istituzionale e partecipazione pubblica. Le comunità locali sono state coinvolte attraverso dieci incontri territoriali, che hanno permesso di integrare le esigenze di protezione degli ecosistemi con le necessità sociali ed economiche delle popolazioni interessate.
Il documento definisce un sistema organizzato di gestione del territorio attraverso diversi livelli di protezione. Le zone di riserva integrale saranno dedicate alla salvaguardia degli ambienti di maggiore pregio naturalistico, mentre le zone di riserva generale avranno il compito di tutelare gli equilibri ecologici e paesaggistici.
Nelle zone di protezione potranno proseguire, secondo criteri di sostenibilità, le attività agro-silvo-pastorali tradizionali e le produzioni artigianali locali. Le aree destinate allo sviluppo economico e sociale saranno invece orientate alla fruizione del Parco, ai servizi, alla valorizzazione archeologica e alle attività compatibili con le finalità dell’area protetta.
Biodiversità e tutela del cervo sardo
Uno degli elementi centrali del Piano riguarda la conservazione della biodiversità. Il Parco comprende la Riserva di Monte Arcosu e importanti aree della Rete Natura 2000, rappresentando un habitat fondamentale per il cervo sardo.
Nel territorio trovano spazio inoltre numerose specie animali e vegetali di particolare interesse, tra cui oltre ottanta specie di uccelli, come l’aquila reale, il falco pellegrino, l’astore sardo e lo sparviere sardo.
Tra gli interventi previsti rientra la realizzazione di un piano specifico per la gestione dell’habitat del cervo sardo, accompagnato da attività di monitoraggio degli ecosistemi e degli effetti legati ai cambiamenti climatici.
Valorizzazione del patrimonio archeologico
Il Piano dedica particolare attenzione anche alle testimonianze storiche e archeologiche presenti nell’area. Sono state individuate zone destinate alla ricerca, alla conservazione e alla fruizione dei siti, tra cui il nuraghe e villaggio di Fanebas e l’area archeologica di Bidd’e Mores.
Tra le iniziative previste figura inoltre la creazione dell’Ecomuseo storico-archeologico di Gutturu Mannu, pensato come una rete capace di collegare patrimonio culturale, paesaggio e comunità attraverso percorsi fisici e strumenti digitali.
Turismo sostenibile e nuove opportunità per le comunità
Il sistema di fruizione del Parco sarà sviluppato attraverso il potenziamento della rete escursionistica e la valorizzazione delle principali porte di accesso: Pantaleo, Is Cannoneris, Pixinamanna e Monte Arcosu potranno diventare punti di riferimento per accoglienza, orientamento e servizi ai visitatori.
Il Piano prevede interventi per centri visita, punti informativi, sentieri naturalistici, percorsi accessibili, mobilità lenta ed elettrica, oltre al recupero delle strutture già presenti.
“Gutturu Mannu può diventare un modello avanzato di gestione territoriale – prosegue Laconi – nel quale conservazione della biodiversità, ricerca scientifica, educazione ambientale, turismo sostenibile e valorizzazione dell’identità culturale concorrano a un unico progetto”.
Lo strumento punta anche a sostenere le attività economiche compatibili, tra cui agriturismo, turismo rurale, artigianato tradizionale, servizi culturali, educativi e sportivi legati alla fruizione ambientale. È inoltre prevista la possibilità di introdurre un marchio di qualità e certificazioni ambientali e di filiera per aumentare il valore dei prodotti e dei servizi locali.
Prossimi passaggi per l’entrata in vigore
Il Piano è stato sottoposto alla Valutazione ambientale strategica, recependone le indicazioni. Diventerà operativo con il successivo decreto dell’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, che sarà pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.
L’obiettivo è trasformare il Parco di Gutturu Mannu in un esempio di equilibrio tra protezione della natura, valorizzazione culturale e crescita sostenibile delle comunità locali.
Foto: Regione Sardegna
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.