Nascite in calo a Olbia, crollo del 28,7% in dodici anni

Anche la Gallura risente dell’inverno demografico: i nuovi nati diminuiscono in tutti i comuni principali dell’area

NEONATO

Olbia, storicamente tra le poche città italiane con una popolazione in crescita, sta affrontando un drastico calo delle nascite, con una diminuzione del 28,7% rispetto al 2014. Il fenomeno non risparmia la Gallura, dove anche comuni come Arzachena, Tempio Pausania e La Maddalena registrano flessioni significative: -56,01% ad Arzachena, -14,53% a Tempio e -31,32% a La Maddalena. Secondo i dati Istat raccolti da Openpolis, nel 2022 Olbia ha visto 6,3 nuovi nati ogni mille residenti, mentre Arzachena e Tempio si fermano a 4,7 e La Maddalena a 5,2.

Il calo demografico in Sardegna riflette una tendenza nazionale preoccupante. Nel 2025, l’Italia ha registrato appena 355.400 nascite, con un tasso di fertilità di 1,14 figli per donna, tra i più bassi d’Europa, ben lontano dalla soglia di rimpiazzo di 2,2 figli. La conseguenza è un progressivo invecchiamento della popolazione e uno spopolamento che colpisce soprattutto le realtà minori e il Mezzogiorno.

Fattori primari derivano dalla ridotta popolazione femminile in età fertile a causa del calo registrato negli anni Novanta. Fattori secondari, invece, riguardano la posticipazione della maternità, sempre più comune in Italia, dove l’età media del primo figlio è la più alta d’Europa. Politiche mirate a servizi per l’infanzia, conciliazione lavoro-famiglia e incentivi alla maternità potrebbero mitigare questa tendenza.

Il contesto socio-economico italiano aggrava la situazione. L’occupazione giovanile è tra le più basse in Europa, con meno del 50% dei giovani stabilmente inseriti nel mercato del lavoro. Il tasso di lavoro femminile resta insufficiente, intorno al 56-58%, e le difficoltà legate alla mancanza di asili nido, congedi paterni limitati e politiche abitative carenti contribuiscono a scoraggiare le nascite.

Nonostante la Gallura sia storicamente una delle zone più resilienti della Sardegna, anche Olbia mostra segnali chiari di invecchiamento demografico. I parchi cittadini vedono sempre meno bambini giocare, mentre le culle restano sempre più vuote. Il trend mette in luce una sfida crescente per le istituzioni locali e nazionali: invertire il calo demografico richiede interventi concreti e mirati, sia sul fronte sociale che economico, per sostenere le famiglie e incentivare la natalità.

Redazione

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