Continua a peggiorare la situazione dell’ospedale Paolo Dettori di Tempio Pausania, dove anche il reparto di Ortopedia si trova ora in una condizione di forte difficoltà. La struttura è rimasta senza primario e può contare soltanto su tre specialisti, un numero ritenuto insufficiente per assicurare la regolare copertura dei turni e lo svolgimento delle attività ordinarie.
A incidere sul quadro già critico è stato il trasferimento del responsabile del servizio, Mauro Pianezzi, medico particolarmente stimato all’interno del presidio tempiese, che ha lasciato l’incarico per approdare all’ospedale di Ozieri. Contestualmente, anche un’altra specialista del reparto è stata trasferita, aggravando ulteriormente la carenza di organico.
Negli ultimi giorni si è verificato un episodio considerato emblematico della crisi in corso: per almeno una giornata le attività del reparto di Ortopedia sono state sospese. Una situazione che, secondo quanto riferito da operatori e utenti, non si era mai verificata in passato e che evidenzia le difficoltà organizzative vissute dalla struttura sanitaria.
Il presidio ospedaliero di Tempio sta attraversando una fase particolarmente delicata, caratterizzata da una progressiva riduzione dei servizi in diversi reparti. Oltre a Ortopedia, anche altri settori risultano in sofferenza, come Pediatria, dove si registrano problemi legati alla disponibilità di personale e alla continuità assistenziale.
La diminuzione delle attività sta provocando disagi crescenti per i cittadini del territorio, costretti sempre più spesso a rivolgersi ad altre strutture sanitarie del Nord Sardegna. Parallelamente aumenta il malcontento tra gli operatori sanitari, che lavorano in un clima definito di forte sfiducia e preoccupazione per il futuro dell’ospedale.
Secondo quanto emerge, medici e infermieri si trovano a operare in condizioni complesse, con organici ridotti e turnazioni difficili da sostenere nel lungo periodo. La carenza di personale rischia infatti di compromettere non soltanto l’attività ordinaria, ma anche la gestione delle emergenze e delle prestazioni specialistiche.
Sul tema sono intervenuti anche i rappresentanti dei lavoratori della Asl di Olbia, che seguono la situazione di tutti gli ospedali del Nord Est Sardegna. I sindacati hanno espresso timori per il progressivo depauperamento delle strutture esistenti e hanno chiesto di sospendere l’apertura degli ospedali di comunità, strutture dedicate soprattutto ai pazienti cronici.
Secondo i rappresentanti del personale, l’attivazione di questi nuovi servizi rischierebbe di sottrarre ulteriori risorse umane ed economiche agli ospedali già in difficoltà, aggravando una situazione considerata ormai critica. La preoccupazione principale riguarda proprio la possibilità che reparti fondamentali continuino a perdere personale senza adeguate sostituzioni.
La vicenda del reparto di Ortopedia di Tempio rappresenta così uno dei casi più evidenti della crisi che interessa la sanità territoriale nel Nord Sardegna. L’assenza di un nuovo primario e il numero limitato di specialisti disponibili pongono interrogativi sulla capacità del presidio di mantenere standard assistenziali adeguati nei prossimi mesi.
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