A Olbia entra in vigore il divieto di sosta in via Fiume d’Italia, nel quartiere di San Simplicio, con l’obiettivo dichiarato di contrastare fenomeni legati a spaccio, criminalità e degrado urbano. Il provvedimento, disposto attraverso un’ordinanza dirigenziale, resterà valido per un anno e prevede limitazioni alla possibilità di parcheggiare nella zona interessata.
La misura, però, ha suscitato forti critiche da parte dei residenti e del gruppo consiliare del Partito democratico, che contestano l’efficacia dell’intervento e chiedono un approccio diverso alla gestione della sicurezza nel quartiere.
Secondo l’amministrazione comunale, il divieto rientra in un piano di monitoraggio e controllo dell’area, considerata interessata da problematiche di sicurezza e degrado. I cittadini, però, sostengono che l’ordinanza non chiarisca nel dettaglio le modalità del monitoraggio, gli interventi previsti e le ragioni che hanno portato alla scelta di un divieto totale di sosta.
I residenti lamentano il rischio di ulteriori disagi per chi vive nella zona, soprattutto per anziani, persone con difficoltà di movimento e famiglie che potrebbero trovarsi senza possibilità di parcheggiare vicino alle proprie abitazioni.
Un gruppo di cittadini ha inviato una comunicazione formale all’amministrazione comunale attraverso una Pec e ha organizzato un incontro pubblico per discutere il provvedimento. Tra le richieste avanzate figurano la sospensione o il riesame dell’ordinanza, la possibilità di introdurre autorizzazioni per i residenti, deroghe per persone con disabilità e per chi presta assistenza domiciliare, oltre all’individuazione di aree alternative di parcheggio.
Anche il Partito democratico ha espresso contrarietà alla misura, definendola una risposta emergenziale che non affronterebbe le cause profonde del problema. Secondo il gruppo consiliare, il quartiere di San Simplicio, pur interessato da un importante programma di riqualificazione urbana, avrebbe bisogno di interventi immediati e strutturali.
L’opposizione propone un rafforzamento dei controlli attraverso un presidio fisso concordato con la Questura e le forze dell’ordine, ritenendo insufficiente un intervento affidato principalmente alla Polizia Locale.
Tra le altre proposte avanzate figurano il potenziamento delle unità di strada della Croce Rossa e maggiori investimenti nei servizi sociali e nelle attività di prevenzione delle dipendenze.
Il dibattito sul provvedimento si inserisce quindi in una discussione più ampia sulla sicurezza urbana a Olbia, con l’amministrazione impegnata a monitorare la situazione e una parte della cittadinanza che chiede interventi capaci di coniugare controllo del territorio e tutela delle esigenze quotidiane dei residenti.
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