È stato presentato a Cagliari un nuovo accordo sui canoni di locazione a prezzo calmierato, pensato per incentivare l’uso abitativo degli immobili e contrastare la crescente diffusione degli affitti brevi a fini turistici. Tra i punti centrali dell’intesa spicca l’introduzione della cedolare secca al 10%, una misura che punta a rendere più conveniente per i proprietari affittare le case con contratti a lungo termine.
L’iniziativa, illustrata in Comune, rappresenta un passo significativo nel tentativo di riequilibrare il mercato immobiliare cittadino, sempre più segnato dalla difficoltà di accesso alla casa. Giovani, famiglie e lavoratori si trovano infatti a fare i conti con un’offerta abitativa ridotta e prezzi in aumento, una situazione che ha spinto istituzioni e parti sociali a cercare soluzioni condivise.
Tra i firmatari dell’accordo figura il Sunia Cgil, che ha espresso apprezzamento per il risultato raggiunto ma ha anche rilanciato proponendo un’estensione delle misure. Il sindacato ha invitato le amministrazioni dell’intera area metropolitana a replicare il modello, con l’obiettivo di ampliare l’impatto delle agevolazioni e rendere più diffusa l’offerta di alloggi a canone sostenibile.
In una nota ufficiale, il Sunia ha sottolineato come l’obiettivo principale sia quello di favorire l’utilizzo abitativo degli immobili, in un contesto in cui il ricorso agli affitti turistici ha progressivamente ridotto le disponibilità per i residenti. La richiesta è quella di un intervento coordinato su scala territoriale, capace di incidere in modo concreto sulle dinamiche del mercato.
Il tema dell’abitare, secondo la Cgil Cagliari, coinvolge trasversalmente tutte le fasce d’età e richiede un approccio più ampio rispetto alla sola leva dei canoni agevolati. La segretaria generale Simona Fanzecco ha evidenziato la necessità di affiancare a queste misure interventi di riqualificazione urbana e sviluppo dell’housing sociale, elementi ritenuti fondamentali per costruire un sistema abitativo più inclusivo e sostenibile.
Particolare attenzione è stata posta anche sul patrimonio immobiliare esistente. Secondo il sindacato, una parte significativa degli edifici potrebbe essere recuperata e restituita alla collettività, attraverso progetti che coniughino sostenibilità ambientale e inclusione sociale. Un percorso che, è stato sottolineato, dovrebbe essere portato avanti in collaborazione con l’amministrazione comunale.
Non manca inoltre un giudizio positivo rispetto agli impegni assunti dall’amministrazione cittadina. Il sindacato ha accolto favorevolmente l’intenzione del sindaco e degli assessori competenti di introdurre misure per ridurre l’Imu, oltre a prevedere forme di sostegno economico per gli affitti, con un’attenzione particolare alle persone anziane.
L’accordo rappresenta dunque un primo tassello di una strategia più ampia, orientata a contrastare le criticità del mercato immobiliare locale. L’estensione delle agevolazioni e il rafforzamento delle politiche abitative potrebbero contribuire a rendere più accessibile il diritto alla casa, in un contesto urbano in continua trasformazione.
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