Estate e overtourism in Sardegna: traffico e incidenti in aumento

La Regione chiede chiarimenti all’Anas sui cantieri estivi: possibili riaperture, ma i disagi restano

L’estate sarda 2025 registra un nuovo fenomeno ormai ben visibile anche nell’Isola: l’overtourism, ossia l’afflusso eccessivo di turisti che satura le località costiere più frequentate, causando disagi crescenti per residenti e viaggiatori. Da San Teodoro a Villasimius, da Olbia a Cagliari, le segnalazioni si moltiplicano. Traffico congestionato, code interminabili e un incremento degli incidenti stradali rappresentano l’effetto collaterale di una stagione balneare che sfiora i numeri record.

La pressione sulle strade sarde aumenta in proporzione al numero dei vacanzieri, con un incremento considerevole del volume di veicoli in transito soprattutto lungo le arterie principali dell’Isola, già messe alla prova da cantieri, interruzioni e lavori in corso. Il traffico in tilt non solo rallenta gli spostamenti, ma aumenta il rischio di sinistri, in particolare nei tratti interessati da modifiche temporanee alla viabilità.

La Regione Sardegna ha deciso di intervenire chiedendo chiarimenti all’Anas sulla pianificazione dei lavori durante i mesi estivi. L’obiettivo è duplice: ridurre al minimo i disagi e garantire maggiore sicurezza stradale nei periodi di maggiore affluenza.

Dall’interlocuzione con Anas emerge un quadro a luci e ombre. Alcuni tratti verranno effettivamente riaperti al traffico per favorire la circolazione, ma per altre arterie si prevede soltanto una sospensione temporanea dei cantieri, con la conseguente permanenza dei disagi per automobilisti e pendolari. I lavori in corso in zone chiave – tra cui la SS 125, la SS 131 e numerose provinciali costiere – continueranno a rappresentare un collo di bottiglia per i flussi veicolari.

Secondo gli esperti della sicurezza stradale, un coordinamento più efficace nella gestione dei cantieri durante la stagione turistica potrebbe ridurre drasticamente gli incidenti e i tempi di percorrenza. Tuttavia, la necessità di interventi infrastrutturali non più rinviabili impone un equilibrio tra manutenzione e mobilità.

Il fenomeno dell’overtourism in Sardegna, ormai strutturale, impone una riflessione più ampia sulla gestione dei flussi turistici, sull’accessibilità delle località costiere e sulla programmazione intelligente dei lavori pubblici. In gioco ci sono non solo la qualità dell’esperienza dei visitatori, ma anche la vivibilità per i residenti e la sicurezza per tutti gli utenti della strada.

Redazione

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