Un racconto visivo costruito dal basso, capace di restituire una prospettiva autentica e lontana dagli stereotipi. Sabato 14 febbraio 2026, dalle 12 alle 17, negli spazi del Mercato civico di via Quirra a Cagliari, inaugura la mostra fotografica Ceci n’est pas Cagliari Ovest, un progetto espositivo che propone una lettura alternativa dei quartieri occidentali della città attraverso la fotografia partecipata.
La mostra nasce come esito di un percorso collettivo che ha coinvolto un gruppo di adolescenti del centro di quartiere Strakrash, protagonisti attivi del progetto. Le 57 fotografie esposte, realizzate interamente con lo smartphone, raccontano Is Mirrionis e i rioni limitrofi da un punto di vista interno, quotidiano e vissuto, restituendo immagini lontane dalla rappresentazione convenzionale dello spazio urbano.
Il progetto è curato da Enrico Lixia, Giulia Vallese e Tommaso Spiga, ed è patrocinato dal Comune di Cagliari. La realizzazione è stata resa possibile grazie al finanziamento della piattaforma AR/S – Arte Condivisa della Fondazione di Sardegna, con la produzione in collaborazione con la Cooperativa Passaparola. Una rete di soggetti che ha contribuito a dare forma a un’esperienza culturale e sociale radicata nel territorio.
Alla base della mostra c’è il concetto simbolico di “Cagliari Ovest”, un’espressione che racchiude quartieri spesso esclusi dall’immaginario dominante della città. Tra febbraio e dicembre 2025, ragazze e ragazzi hanno attraversato questi luoghi accompagnati da fotografe e fotografi sardi, sia professionisti sia amatoriali, partecipando a un laboratorio di esplorazione urbana e visiva. Il risultato è un racconto corale, costruito attraverso lo sguardo di chi vive quotidianamente quegli spazi.
Le immagini non cercano l’eccezionale, ma si concentrano sulla dimensione ordinaria della vita urbana. Strade, cortili, volti, dettagli architettonici e frammenti di quotidianità diventano elementi narrativi capaci di restituire la complessità dei quartieri. La fotografia diventa così strumento di conoscenza e auto-rappresentazione, in cui i giovani autori assumono il ruolo di narratori del proprio contesto.
Uno degli aspetti centrali del progetto è l’uso consapevole dello smartphone come mezzo espressivo. La scelta di uno strumento accessibile e quotidiano rafforza l’idea di una fotografia democratica, capace di superare barriere tecniche e di valorizzare lo sguardo personale. Le immagini esposte testimoniano un processo di apprendimento e di consapevolezza visiva maturato nel corso del laboratorio.
Seguici su
Aggiungi sardegnatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.