Momenti di forte tensione questa mattina in via della Fauna, a Medau Su Cramu, nel parco di Molentargius a Cagliari. Quando l’ufficiale giudiziario si è presentato per eseguire la liberazione di una casa abusiva e pignorata, il proprietario si era già messo alla guida di una ruspa per demolire l’immobile.
La vicenda affonda le radici nel 2002, quando Marcella Corda acquistò l’abitazione dopo aver ottenuto mutuo e perizie regolari. Solo anni dopo, nel tentativo di rivendere la casa, emerse che l’immobile era abusivo e sottoposto a due ordinanze di demolizione risalenti al 1983 e al 1985. “Nessuno – racconta la proprietaria – dal notaio alla banca, aveva rilevato irregolarità. Abbiamo scoperto tutto solo quando cercammo di venderla”.
Da quel momento è iniziata un’odissea giudiziaria fatta di ricorsi, rinvii e pignoramenti, che nel 2013 portarono alla notifica di un procedimento esecutivo. Nel 2016 un giudice confermò l’esistenza delle vecchie ordinanze di abbattimento, rendendo inevitabile l’epilogo odierno.
Durante l’intervento, il compagno della Corda si è sdraiato a terra in segno di protesta, mentre parte della casa veniva già demolita. Sul posto è arrivata anche un’ambulanza del 118 per soccorrere l’uomo, colto da malore e successivamente trasferito all’ospedale Brotzu per accertamenti a causa di una crisi ipertensiva.
L’assessore comunale all’Urbanistica, Matteo Lecis Cocco Ortu, ha espresso vicinanza umana alla famiglia, chiarendo però che il Comune non è mai stato proprietario dell’immobile e che la vicenda riguarda esclusivamente rapporti tra privati, banche e notai. “Siamo in presenza di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e di inedificabilità assoluta – ha ricordato – il Parco di Molentargius è riconosciuto come zona umida di rilevanza internazionale e ospita specie protette come i fenicotteri rosa. In casi come questo, la legge non consente alcuna forma di sanatoria”.
L’amministrazione ribadisce dunque il duplice obiettivo: accompagnare la famiglia nel percorso legale e umano, ma allo stesso tempo salvaguardare il territorio e proseguire nella lotta all’abusivismo edilizio. Una battaglia che da anni vede impegnate anche la Procura, la Regione e i tavoli tecnici comunali.
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