Nella tradizione ormai consolidata di Confartigianato Sud Sardegna e Coldiretti Cagliari, le due associazioni hanno consegnato al Vescovo di Cagliari, Monsignor Giuseppe Baturi, la statuina del Presepe 2025, raffigurante un’imprenditrice agricola e un artigiano edile. L’iniziativa, che si ripete da sei anni, nasce dalla collaborazione tra Fondazione Symbola, Confartigianato e Coldiretti, con l’obiettivo di celebrare il presepe come un racconto vivo del presente, che ogni anno si arricchisce di nuove figure simboliche, affidate a maestri artigiani.
La statuina del presepe di quest’anno vuole richiamare i temi dell’integrazione, dell’inclusione e della sicurezza sul lavoro, rappresentando simbolicamente l’impegno degli imprenditori agricoli e degli artigiani per un lavoro dignitoso e una responsabilità collettiva. Le figure scelte per il 2025 parlano del presente e del futuro del lavoro, evidenziando come l’agricoltura e le costruzioni siano settori chiave nella cura delle comunità e nella formazione delle nuove generazioni.
Giorgio Demurtas, Presidente di Coldiretti Cagliari, e Giuseppe Casu, Direttore di Coldiretti, hanno sottolineato come il lavoro di qualità sia fondamentale per difendere la dignità delle persone e per promuovere la forza del Made in Italy agroalimentare, basato su legalità, rispetto e connessione con il territorio. “Gli imprenditori agricoli e gli artigiani rappresentano un presidio di equilibrio sociale”, hanno aggiunto, “protagonisti di un’agricoltura che non è solo produzione ma anche cura delle persone e dei territori”.
Oltre a Cagliari, l’iniziativa è stata replicata anche a Sassari, dove Confartigianato Sassari e Coldiretti Nord Sardegna hanno consegnato alla Diocesi di Sassari le statuine del Presepe 2025. Anche in questo caso, i protagonisti sono stati un’imprenditrice agricola e un artigiano edile, figure che rappresentano l’integrazione e l’inclusione. La cerimonia è stata guidata da Marco Rau, Presidente di Confartigianato Sassari, e Marco Locci, Segretario di Coldiretti Nord Sardegna.
Il Presepe, sempre più simbolo di speranza, rinascita e cammino, continua a raccontare la quotidianità e il lavoro delle persone: pastori, artigiani, agricoltori e famiglie sono figure che rappresentano una comunità viva. Ogni anno, nuove figure vengono introdotte per riflettere i temi più rilevanti della società contemporanea: dalla solidarietà durante il Covid (2020) all’innovazione digitale (2021), dalla sostenibilità ambientale (2022) alla formazione e apprendistato (2023), fino alla qualità del cibo Made in Italy nel 2024.
“Affrontare con coraggio i cambiamenti”, hanno dichiarato Rau e Locci, “rappresenta una grande opportunità per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e più capaci di futuro”. La statuina di quest’anno è un tributo al lavoro che unisce, promuove e costruisce comunità, attraverso integrazione, rispetto e collaborazione.
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