Cristian Viola, 48 anni, è tornato in libertà dopo che la seconda sezione penale del Tribunale ha accolto la richiesta di riesame presentata dal suo difensore, l’avvocato Marco Fausto Piras. I giudici Giovanni Massidda, Giorgio Cannas e Roberto Cau hanno infatti disposto l’annullamento dell’ordinanza di convalida dell’arresto e la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari.
Viola era stato fermato a metà marzo con le accuse di estorsione e usura, in seguito a una denuncia sporta da una donna. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, l’uomo avrebbe prestato 4.000 euro alla denunciante, chiedendo la restituzione di 5.000 euro entro tre settimane, trattenendo inoltre in pegno l’auto della vittima e minacciandola affinché rispettasse i tempi di pagamento.
La versione dell’indagato: “Era un acconto per l’auto”
Dopo l’arresto e la detenzione in carcere, Viola aveva fornito la sua versione dei fatti durante l’interrogatorio di garanzia, sostenendo che si trattasse di un acconto per l’acquisto della vettura della donna e non di un prestito usurario. In seguito a queste dichiarazioni, la misura cautelare era già stata alleggerita con i domiciliari.
Ora, con la decisione del Tribunale del Riesame, crolla il quadro cautelare costruito nella fase iniziale dell’inchiesta, in attesa di ulteriori sviluppi e accertamenti. L’indagato torna completamente libero, mentre le indagini proseguono per chiarire definitivamente i contorni della vicenda.
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