La Sardegna continua a essere colpita da una fase particolarmente intensa sul fronte degli incendi boschivi. Nelle ultime ore diversi focolai hanno interessato aree differenti dell’isola, confermando una situazione di emergenza diffusa che impegna senza sosta la macchina antincendio regionale. Le operazioni di spegnimento hanno coinvolto mezzi terrestri, squadre specializzate e numerosi assetti aerei, in un contesto reso ancora più complesso dalle condizioni climatiche favorevoli alla propagazione delle fiamme.
Uno degli episodi più rilevanti si è verificato nel territorio di Serramanna, nelle campagne in località Pranu S. Luxeria. Qui un incendio divampato nelle prime ore della giornata ha richiesto un rapido rafforzamento del dispositivo di intervento. Inizialmente era previsto l’impiego di un solo mezzo aereo, ma l’evoluzione del rogo ha imposto il decollo di ulteriori risorse, con l’arrivo di un secondo elicottero dalla base operativa di Villasalto. A supporto delle operazioni hanno operato anche unità del Corpo Forestale, una squadra di Forestas, i vigili del fuoco, i volontari di Assemini e i barracelli locali. Il coordinamento è stato affidato al DOS della stazione forestale di Sanluri, impegnato nella gestione delle attività di spegnimento e contenimento.
Parallelamente, un secondo fronte si è aperto nel pomeriggio a Serdiana, in località Sedda su Zippiri. Anche in questo caso la risposta operativa è stata immediata, con l’impiego di squadre del Corpo Forestale, personale Forestas e volontariato di protezione civile. A supporto è intervenuto un elicottero della base di Pula insieme al Super Puma decollato da Fenosu, mentre per l’intensità del rogo è stato richiesto anche l’intervento di un Canadair partito dalla base di Olbia. Le operazioni sono coordinate dal direttore delle operazioni di spegnimento della stazione forestale di Sinnai.
Un ulteriore incendio ha interessato il Sulcis, nelle campagne di Portoscuso, in località Concali de Su Graboni. Anche in questo caso è stato attivato un dispositivo aereo con un elicottero proveniente dalla base di Iglesias, a supporto delle squadre a terra impegnate nel contenimento delle fiamme.
La giornata si inserisce in un contesto più ampio di forte criticità. La Protezione civile regionale ha infatti diramato per la giornata di lunedì 6 luglio un bollettino di pericolosità media con codice giallo nell’area del cagliaritano, segnalando un rischio concreto di nuovi inneschi e possibili riaccensioni. Una condizione che impone attenzione costante e massima prontezza operativa su tutto il territorio.
I dati relativi alla stagione estiva in corso confermano la gravità del fenomeno. Dall’inizio del 2026 si sono registrati oltre 900 incendi in sardegna, un numero superiore alla media dell’ultimo decennio, che si attesta attorno ai 778 episodi annui. Anche la superficie percorsa dal fuoco mostra un incremento significativo: oltre 4.283 ettari sono già stati devastati, rispetto a una media storica di circa 2.652 ettari. Particolarmente rilevante è la concentrazione dei roghi nel mese di giugno, quando si è verificata la maggior parte degli eventi, mentre nei primi giorni di luglio il conteggio ha già superato diverse decine di incendi.
La simultaneità dei fronti attivi e la rapidità di propagazione delle fiamme evidenziano un quadro complesso, in cui la cooperazione tra mezzi aerei, squadre a terra e volontari risulta determinante. L’impiego coordinato di elicotteri, canadair e super puma si conferma essenziale per fronteggiare incendi che, in più occasioni, hanno assunto dimensioni estese in tempi molto rapidi.
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