La Corte dei Conti ha condannato il medico-radiologo Eugenio Annibale Genovese, 74 anni, a risarcire 313.889 euro all’Università di Cagliari per aver svolto attività professionali non autorizzate, violando il vincolo di esclusiva con l’Ateneo. L’indagine contabile, avviata nel 2018, ha portato alla luce numerose irregolarità nella sua attività lavorativa, con il professionista che risultava spesso assente dall’Azienda ospedaliero-universitaria per operare altrove.
Le accuse e le indagini
Secondo quanto emerso dalle verifiche della Guardia di Finanza, Genovese avrebbe lavorato presso la Casa di Cura Columbus di Milano, oltre a fornire consulenze a diverse società, tra cui l’AC Milan, Intermedica Imaging RM srl, la Federazione Italiana di Atletica Leggera e Affidea Lombardia s.r.l.. Queste attività, incompatibili con il suo contratto con l’Università, hanno portato alla contestazione di compensi ricevuti tra il 2013 e il 2016 per oltre 300mila euro, a fronte di stipendi universitari pari a 260mila euro.
L’Ateneo aveva già preso provvedimenti nei suoi confronti con una sospensione dal servizio e dallo stipendio per 21 giorni, sanzione poi confermata sia dal Tar che dal Consiglio di Stato.
La sentenza della Corte dei Conti
Difeso dagli avvocati Lorina Zanuttigh e Walter Destro, Genovese ha dichiarato di non aver arrecato volutamente alcun danno all’Università. Tuttavia, secondo la sentenza, il medico era sistematicamente assente nei primi giorni della settimana (lunedì e martedì), dedicandosi a incarichi privati in modo consapevole e intenzionale.
La Corte dei Conti ha riconosciuto il dolo nella sua condotta, sottolineando che l’attività extramoenia svolta dal medico era del tutto incompatibile con il suo contratto. Da qui la decisione di condannarlo a risarcire l’Università di Cagliari per oltre 313mila euro.
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