Si fa più solida la posizione accusatoria nei confronti di Claudio Gulisano, figlio di Luigi Gulisano e Marisa Dessì, i coniugi di 79 e 82 anni trovati senza vita il 5 dicembre 2024 nella loro abitazione di via Ghibli, a Cagliari. Una perizia medico-legale, disposta dal Gip Ermengarda Ferrarese, ha confermato che l’uomo è stato strangolato, mentre la donna è morta per soffocamento. La relazione entra ora formalmente negli atti del procedimento, segnando un passaggio decisivo verso la chiusura delle indagini preliminari.
La svolta è arrivata dopo che il giudice per le indagini preliminari ha rigettato l’eccezione di inammissibilità presentata dalla difesa. L’avvocato Luigi Sanna, legale di Claudio Gulisano, aveva contestato l’utilizzo nella perizia di elementi non contenuti nel fascicolo ufficiale delle indagini. Tuttavia, la Gip ha richiamato il Codice di procedura penale, che consente ai consulenti tecnici di acquisire informazioni anche esterne all’incartamento, purché vengano utilizzate esclusivamente nell’ambito della perizia stessa.
Con la chiusura dell’incidente probatorio, il quadro accusatorio si rafforza: secondo la Procura di Cagliari, Claudio Gulisano avrebbe ucciso i genitori per impadronirsi dei beni immobiliari di famiglia, con l’intento di risolvere le difficoltà economiche seguite al fallimento del market di cui il padre gli aveva ceduto la gestione.
Gli elementi raccolti finora dagli inquirenti puntano verso un omicidio a scopo di lucro. Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno evidenziato una lunga serie di problemi finanziari per l’uomo, che – secondo l’accusa – avrebbe visto nell’eredità l’unica via d’uscita. L’arresto è avvenuto poche settimane dopo il rinvenimento dei corpi e da allora Claudio Gulisano è detenuto con l’accusa di duplice omicidio volontario aggravato.
L’inchiesta è ora nella fase conclusiva: a breve, il pubblico ministero invierà l’avviso di conclusione delle indagini all’indagato, aprendo così la strada alla richiesta di rinvio a giudizio. Se il giudice accoglierà la richiesta, si aprirà il processo in Corte d’Assise, che dovrà accertare le responsabilità dell’unico imputato.
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