Quartu, chiuso stabilimento balneare per gravi carenze igieniche: insetti in cucina e superfici sporche

Blitz dei Nas lungo il litorale: attività sospesa per condizioni incompatibili con la sicurezza alimentare

Controllo igienico-sanitario con esito disastroso in uno stabilimento balneare di Quartu Sant’Elena, dove i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) hanno effettuato un’ispezione questa mattina, riscontrando gravi violazioni in materia di igiene e sicurezza degli alimenti.

La struttura, situata lungo il litorale quartese e gestita da un imprenditore cinquantenne del posto, comprendeva un punto di somministrazione di cibi e bevande, destinato sia ai clienti dello stabilimento che ai bagnanti. Durante il blitz, i militari hanno documentato condizioni igieniche altamente critiche, al punto da disporre l’immediata sospensione dell’attività.

Tra le irregolarità più gravi segnalate dai Nas, sono state rilevate superfici operative e arredi incrostati di sporco, presenza diffusa di ruggine e polvere nei piani di lavoro, e soprattutto un’infestazione da insetti blattoidei (scarafaggi), vivi e morti, sia nelle aree di preparazione degli alimenti che nei locali destinati allo stoccaggio delle derrate.

Secondo quanto riferito dai carabinieri, le condizioni igienico-sanitarie erano completamente incompatibili con l’attività di ristorazione, rappresentando un rischio concreto per la salute pubblica. L’attività potrà essere riavviata solo dopo la completa bonifica e il ripristino dei requisiti minimi previsti dalla normativa vigente, previa nuova verifica da parte delle autorità competenti.

Il blitz si inserisce in un piano di controlli estivi intensificati che i NAS stanno conducendo lungo le principali località balneari, con l’obiettivo di contrastare pratiche scorrette nella gestione di attività di ristorazione e garantire standard igienico-sanitari adeguati nei luoghi turistici ad alta frequentazione.

Le violazioni riscontrate saranno ora oggetto di ulteriori valutazioni da parte dell’Autorità sanitaria, e potrebbero sfociare in sanzioni amministrative o penali a carico del gestore.

Redazione

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