A Quartu Sant’Elena, sul litorale di Santu Lianu, le autorità hanno messo fine a una situazione di grave maltrattamento animale con lo sgombero di un canile abusivo dove, nel corso degli anni, due donne, madre e figlia, avevano accumulato 223 cani, 10 gatti e persino un maiale. Gli animali vivevano in condizioni di estremo degrado, ammassati all’interno di una casa angusta e priva di igiene, dividendo lo spazio con le due donne che, per anni, hanno gestito il canile in modo abusivo.
Dopo l’intervento delle autorità, tutti gli animali sono stati tratti in salvo e trasferiti nella struttura “Cave Canem” a Serdiana, gestita dal canile Shardana, dove stanno ricevendo le cure necessarie. Una volta ristabiliti, i cani e gli altri animali saranno messi in adozione, dando loro l’opportunità di lasciarsi alle spalle l’inferno vissuto. La situazione trovata dalle forze dell’ordine all’interno della casa era agghiacciante: alcuni cani erano stati trovati persino all’interno del frigorifero e del forno, mentre altri giacevano tra materassi sporchi e rifiuti abbandonati.
Il magistrato ha firmato nei giorni scorsi il dissequestro del canile, e si attende ora la notifica ufficiale al proprietario da parte dei Carabinieri. Tuttavia, restano aperte diverse questioni legali e ambientali: le due donne sono state denunciate per maltrattamento di animali e gestione illecita dei rifiuti, e si dovrà affrontare il problema dell’impatto ambientale causato dall’accumulo di rifiuti e scarti nell’area.
L’intervento ha sollevato molta indignazione e ha richiamato l’attenzione pubblica sulla necessità di vigilare maggiormente su situazioni di maltrattamento e abbandono degli animali. Le associazioni per la protezione animale, insieme alle autorità, si impegnano ora a dare una nuova vita ai cani salvati, per restituire loro la dignità e l’affetto che per troppo tempo è stato negato.
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