Due lettere dattiloscritte, firmate “F”, in cui indica l’esclusione del cardinale Becciu dal Conclave. “F”, la firma di Papa Francesco, una del 2023 e una durante l’ultimo ricovero al Gemelli del santo Padre.
Lettere che il cardinale Pietro Parolin avrebbe mostrato allo stesso Becciu per indurlo a non presentarsi in Cappella Sistina per l’elezione del nuovo Papa. Aspetto non secondario, perché in caso di riconoscimento di errore formale, il religioso di Pattada, dal settembre 2020 prefetto emerito della Congregazione delle cause dei santi, potrebbe chiedere addirittura l’annullamento dell’elezione del nuovo Papa.
Ecco perché gli esperti di diritto canonico stanno valutando attentamente la situazione. Nel dicembre del 2023 Becciu è stato condannato a cinque anni e sei mesi di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per peculato da una sentenza del Tribunale di prima istanza della Città del Vaticano. Sentenza contro la quale ha presentato appello.
Becciu continua a professarsi innocente. E non sembra intenzionato a fare un passo indietro. Ricordando come Papa Francesco lo abbia invitato all’ultimo Concistoro.
Gli esperti vogliono comprendere se le due lettere firmate “F” possano essere acquisite come documento scritto che attesti formalmente la decisione di Papa Francesco di escludere Becciu dal Conclave. Un decreto in tal senso pubblicato negli Acta Apostolicae Sedis, la Gazzetta ufficiale della Santa Sede non c’è e quindi si creerebbe un precedente pericoloso.
Per questo, la strada che sembra si voglia percorrere è quella di far decidere i cardinali, alla cui volontà pare lo stesso Becciu voglia rimettersi. L’idea è dunque quella di convocare un pre-Conclave in cui si discuta il caso Becciu e solo successivamente aprire le elezioni per il nuovo Papa all’interno della Cappella Sistina. Con o senza Becciu, sulla base di ciò che i cardinali avranno precedentemente deciso.
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