M5S sulla legge per le servitù militari: “La Sardegna merita rispetto”

Il deputato Mario Perantoni esprime soddisfazione per il rallentamento della proposta, ribadendo l’importanza del confronto con i territori.

Il Movimento 5 Stelle esprime soddisfazione per i progressi ottenuti nella Commissione Difesa riguardo alla proposta di legge sulle servitù militari, che ha suscitato forti polemiche in Sardegna. Mario Perantoni, deputato sardo del M5S, ha commentato il rallentamento dell’iter legislativo, definendo la proposta originaria come “profondamente sbagliata e penalizzante per la Sardegna”.

“Sin dalla presentazione della proposta a prima firma dell’On. Paola Maria Chiesa, abbiamo denunciato i rischi di un provvedimento che, ancora una volta, scarica sull’Isola un peso sproporzionato senza alcun dialogo reale con i territori”, ha dichiarato Perantoni. Secondo il deputato, il M5S si è subito mosso in modo compatto per fermare il provvedimento, attraverso interventi di altri esponenti del partito come Marco Pellegrini, e con una serie di posizioni espresse dai parlamentari sardi.

Per evitare decisioni unilaterali e accelerazioni sul tema, Perantoni ha richiesto e ottenuto la calendarizzazione di un ciclo di audizioni, “con esperti, associazioni e rappresentanti dei territori”, come passaggio fondamentale per il proseguimento del lavoro legislativo. “Ad oggi, queste audizioni non sono ancora state avviate, e questo ha contribuito a rallentare e frenare l’iter legislativo della proposta”, ha aggiunto il deputato sardo.

Il M5S ha quindi sostenuto la posizione di Alessandra Todde, Presidente della Commissione, sottolineando che il tema delle servitù militari rappresenta “l’ennesimo tentativo di imporre scelte calate dall’alto su una comunità che ha già dato tanto”. Per Perantoni, la Sardegna “non può continuare a essere considerata un territorio su cui scaricare decisioni strategiche senza ascolto e senza rispetto”.

Infine, il deputato ha ribadito la posizione del Movimento 5 Stelle in favore di un cambiamento nel metodo decisionale: “Prima si ascoltano i territori, poi si assumono le decisioni”. Il M5S continuerà a vigilare affinché la Sardegna venga trattata con “pari dignità” e non più come una “zona di sacrificio”.

Redazione

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